mar 252017
 
Cari colleghi,
lo scorso 22 marzo si è tenuto il primo incontro del tavolo tecnico di avvio di un confronto sindacale fra Amministrazione e OO.SS. al fine di avere un testo, di misure correttive ed integrative, concordato punto per punto.
Il Capo Dipartimento ha comunicato che, a far data dal 23 marzo, iniziava il ciclo di audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato dell’Atto del Governo n. 394, sottoposto a parere parlamentare (può essere visionato al seguente link per pronto riscontro:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1008009.pdf ).
Un ciclo di audizioni verrà fatto anche dal Consiglio di Stato, il cui Presidente ha costituito una sezione ad hoc, proprio finalizzata ad esprimere i pareri sugli schemi di decreto discendenti dalla legge 124/2015 (Madia)
Per il Capo Dipartimento sono state fissate le audizioni, rispettivamente, il 23 marzo e il 12 aprile.

Il tavolo di confronto aperto ha affrontato prevalentemente le questioni relative alla ripartizione di massima dei fondi di cui all’art. 15 dello schema di decreto. Prevalentemente, in quanto, inevitabilmente, sono state toccate, ma non eviscerate, le questioni relative alle modifiche ordinamentali cui questi fondi sono strettamente collegati.
Infatti, stante la ferma volontà, anche della parte politica dell’Amministrazione, di destinare una parte di questi fondi per soddisfare le esigenze perequative e di “giustizia sociale” nei confronti del personale che perde gli 80€ di contributo straordinario, lo stesso comma 4 dell’art.15 stabilisce che, entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo, è previsto un decreto discendente (DPCM) per individuare le modalità di utilizzazione delle risorse e la quota da destinare ad ulteriori interventi di riordino delle carriere e dei ruoli.

Il Capo Dipartimento ha voluto quindi porre due questioni: una di metodo ed una di merito.
Per quanto attiene al metodo, si è scelto un percorso di confronto che stabilisca, senza fraintendimenti, gli aspetti ai quali porre mano, i quali vengono a valle del primo: il modo con cui suddividere il fondo di cui all’art. 15. È parere dell’Amministrazione che i fondi debbano rispettare il principio di “equità”, preservando le fasce più deboli, e garantire la valorizzazione del merito professionale (specialità, professionalità, profili professionali che meritano un’attenzione maggiore).
Stabilita la “piattaforma”, ovvero i contenuti riformistici che si vogliono vedere all’interno dei decreti correttivi ed integrativi, se ne deve verificare la sostenibilità economica e finanziaria. Infatti, bisognerà determinare per ogni argomento della piattaforma il quantum di copertura finanziaria e lavorare con i fondi di cui si ha la certezza.
Per quanto attiene il merito, testo alla mano, il CD ha confermato la disponibilità sul fondo per il 2017 di 56 M, con decorrenza 01/10/2017 e di 19.3 M – provenienti dal cosiddetto “emendamento Fiano” – con decorrenza 01/01/2017; dal 2018 la disponibilità totale è di 103 M.

Qui trovate lo specchio riepilogativo, desumibile dalla lettura dei testi, delle risorse disponibili, pervenuto in data odierna. Si rammenta che i fondi dal 2018 sono da intendersi “strutturali”.

Dei 56 M per il 2017, in ragione di 16.3 M sono destinati all’una tantum di 350 € lordi pro-capite sostitutiva, fino al 31/12/2017, del contributo straordinario (80 €) che cessa il 30/09/2017.
Quindi le risorse da ripartire sono 19.3 M decorrenza 01/01/207 e 39.7 M decorrenza 01/10/2017, per un totale di 59 M.
Per quanto attiene i fondi a decorrere dal 2018, al netto degli oneri indiretti, ammontano a 103 M.
Una valutazione economica fatta dall’Amministrazione dice che per “stabilizzare” gli 80 €, che quindi diventano parte del reddito imponibile, occorrono 64 M; percorrendo questa ipotesi, rimarrebbero quindi 39 M per “tutte” le riforme ordinamentali.

Se invece della stabilizzazione degli 80 € – ha continuato il Capo Dipartimento –  si optasse per l’assegno di specificità, con lo stesso cadenzario delle FF.OO. (15, 22 e 28 anni), da un lato si valorizzerebbero  le professionalità più mature, dall’altro verrebbero però tagliati fuori i più giovani (circa 10.000 VF). Anche se, in quest’ultima ipotesi si potrebbe integrare con il contratto.
Infatti, ha ricordato il Capo Dipartimento, occorre guardare parallelamente al tavolo contrattuale che a breve si aprirà con Funzione Pubblica. Occorre che i due tavoli siano messi in comunicazione e qualcosa, soprattutto relativo agli istituti stipendiali, venga demandato a quel tavolo.

Nel giro di tavolo successivo, non si è registrata una precisa unità di intenti, anche fra i generalisti.Sinteticamente si sono registrate tre diverse posizioni:
1) 64 M per stabilizzazione 80€ + assegno di specificità + quel che resta (molto poco a parere della scrivente O.S) sul riordino;
2) 64 M per stabilizzazione 80€ + 39 M sul riordino
3) 33 M per stabilizzazione di circa 40€, da integrare poi al tavolo del contratto, + assegno di specificità + quel che resta (almeno 30 M) sul riordino.
Per quanto attiene il personale direttivo, visto che dal “fondone” è escluso il personale dirigente, abbiamo registrato positivamente il fatto che anche le altre OO.SS. abbiano sostenuto i posti funzione e la valorizzazione per il personale direttivo, verso i quali anche il Capo Dipartimento ha espresso il proprio intendimento, ricordando a tutt che già nella versione del 2006 del D.Lgs. 139 si parlasse dei Distretti, come articolazioni territoriali sub-provinciali, a capo delle quali mettere un direttivo. Quello che ora avviene con i commissariati di “zona” nei confronti delle questure.

Nel nostro intervento non siamo stati preclusivi nei confronti della stabilizzazione degli 80€, anche se abbiamo evidenziato che una si tratta di una cifra non “parametrizzata” e quindi, in questa prima suddivisione, il personale direttivo è maggiormente penalizzato da un’attribuzione percentuale inferiore rispetto gli altri.
Nei restanti 39 M, va però individuata la quota parte che consenta di ottenere la valorizzazione della categoria mediante una struttura di retribuzione simil-dirigenziale e il riconoscimento dell’anzianità di servizio mediante idonei scatti convenzionali (13/23).Per fare tutto questo si può operare anche mediante una migliore suddivisione dei soldi del fondo di produttività, legandola sia alla funzione (tipo di posto funzione, tipologia di sede, etc) sia al risultato.
In questi giorni stiamo elaborando una proposta con un calcolo di massima dell’impegno economico necessario per avere la copertura finanziaria, che recapiteremo all’Amministrazione al più presto.
La riunione si è quindi aggiornata al 5 aprile alle 16.00, a valle dell’incontro con il Ministro Minniti, previsto per le 12.30, durante la quale l’Amministrazione porterà una sua proposta da analizzare.

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

Prospetto di riepilogo

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