apr 272017
 

Cari Colleghi,
nel pomeriggio del 27 aprile  si è svolta una nuova riunione del tavolo tecnico sul progetto di riordino e valorizzazione delle carriere del CNVVF.
Dopo un aggiornamento sullo stato dell’arte dell’iter autorizzativo del progetto, che peraltro sta rispettando la tempistica prevista, il Capo Dipartimento ha presentato per punti una piattaforma per l’impiego delle risorse di cui all’art. 15 dell’A.G. 394. La piattaforma prevede questa serie di punti:

1) Conservare il maggior incremento  del contributo straordinario, per un corrispettivo pari a 60€ (in luogo degli attuali 80), uguale per tutti e non parametrizzato. Questa misura è da intendersi come una prima risposta al personale, per un totale di 48M.

2) Collocazione di una parte delle risorse per l’assegno di specificità, a 15, 22 e 28 (30) anni, per un totale di 37M.

Pertanto dei 103M previsti a partire dal 2018, 85 M verrebbero impiegati per una immediata redditività, riservando solo 18M alla riforma delle carriere!

3) Ruolo dei VF: semplificazione del numero delle qualifiche e riduzione di 3 anni, da 15 a 12 anni, per il passaggio a CS;

4) Ruolo dei CS e CR: passaggio a CR a ruolo aperto; comporterà una modifica delle relative dotaizoni organiche;

5) Ruolo degli Ispettori e dei Sostituti Direttori: immediato inquadramento nel ruolo dei direttivi, per il personale in possesso dei requisiti di accesso alla carriera direttiva (laurea magistrale e abilitazione professionale); creazione dei ruoli direttivi speciali.

6) Ruolo dei direttivi: definizione di un numero di posti funzione (pari a circa la metà della dotazione organica) mediante la corresponsione di un assegno di funzione; questi posti possono essere: vice comandante, comandante di distretto (circa una trentina) ed altri posti, mediante l’attribuzione al direttivo di alcune funzioni dirigenziali.

7) Ruolo dei dirigenti: valorizzazione dei primi dirigenti, con 19 PD che diventeranno DS.

8) Previsto un ruolo specialistico per gli aeronaviganti, sommozzatori, nautici e TLC, con la erogazione di una indennità proporzionata a quella delle forze di polizia (50% per i primi, 40% per i secondi e 30% per gli altri due)

9) Definizione dei “ruoli tecnici” per elevare il livello culturale del Corpo e inquadrare il personale sanitario, i ginnico-sportivi e i tecnici di laboratorio (biologici, fisici e chimici)

10) accesso al ruolo dei VF con la scuola media superiore (stesso titolo sarà poi richiesto anche per il passaggio a CS e CR)

11) definizione del ruolo degli ispettori (gli SDAC/SDACE transitano tutti nel ruolo direttivo speciale), articolato su 3 qualifiche e recluctato con laurea breve.

12) direttivi amministrativi e tecnico informatici all’interno del comparto direttivi, ruolo direttivo speciale anche per il personale “sati” e qualche posto da dirigente.

Nel giro di tavolo successivo, la proposta dell’Amministrazione ha incassato il consenso di una gran parte delle OO.SS. presenti e a giorni ci verrà sottoposto un progetto di riforma in linea con questa piattaforma.

Al nostro turno, abbiamo subito evidenziato come la preannunciata inversione dell’approccio metodologico, a conti fatti non è stata perseguita.
Infatti, la proposta odierna ricalca lo schema delle tre proposte esposte durante la riunione dello scorso 5 aprile, lasciando solo qualche milione in più (18M in luogo dei 10-13M delle precedenti) al riordino delle carriere. Peraltro, a parte i primi due punti, il resto della piattaforma non sappiamo quanto costi, anche se la sensazione è quella che non si riescano a mettere in campo tutte le proposte con solo 18M!
Abbiamo ribadito ancora una volta che questo approccio metodologico, in realtà, fa sì che questa riforma, dal punto di vista economico, continui ad assomigliare ad un tavolo contrattuale più che ad uno di riforma ordinamentale.
Per quanto attiene la categoria da noi rappresentata, abbiamo evidenziato come, da questo progetto di riforma, la categoria dei direttivi rimanga ancora penalizzata.
La “stabilizzazione” dei 60€, che assorbe quasi il 50% delle risorse a disposizione, non essendo neanche parametrizzata, incide molto poco e anche gli assegni di specificità non modificano nè valorizzano questo ruolo.
Ma soprattutto abbiamo sottolineato che la vera riforma del personale direttivo è traguardare la figura dirigenziale; ciò si può ottenere solamente smembrando l’attuale ritribuzione legata alla sommatoria di incentivi e costruirne una nuova con una struttura simil-dirigenziale.
A tal fine, stamattina abbiamo inviato all’Amministrazione la nota che trovate in allegato e che abbiamo illustrato nel corso della riunione, con la quale abbiamo trasmesso la nostra proposta, corredata da calcoli di dettaglio, con la quale abbiamo dimostarao che con una diversa distribuzione dei proventi del Fondo di Produttività del personale direttivo, legato alla posizione (posto funzione) e al risultato conseguto in quella posizione, si possono creare i posti funzione per D e DVD. Anche perchè già molte delle attività svolte dai direttivi son caratterizzate da alti livelli di responsabilità, anche di carattere personale.
Si può costruire una nuova struttura stipendiale come parte fissa e parte varibile, in funzione del merito, già ripartendo diversamente le attuali risorse del fondo e incrementando quindi lo stipendio tabellare dopo 13 e 23 anni; quest’ultimo con un costo totale per l’Amministrazione di 7,5M (lordissimo).
Evidentemente, lasciando a disposizione del riordino delle carriere solo 18M, la cifra di 7,5 M appare elevata, ma rapportata ai complessivi 103M rappresentano solo il 7%. Con questa cifra e la costruzione di una prima qualifica dirigenziale al di sotto di quella da Primo Dirigente, per D e DVD, si riesce ad avere una corretta revisione del trattamento economico più consono agli accresciuti compiti e responsabilità del personale direttivo e a costruire loro un reale percorso di carriera.
Abbiamo esortato l’Amministrazione ad essere quindi più “coraggiosa” in questo momento e a non banalizzare il posto funzione (e il relativo “assegno di funzione”) come l’ulteriore emolumento da assommare agli altri incentivi, ma ad attuare invece una reale riforma del ruolo dei direttivi, più diginitosa della professionalità espressa e del ruolo rivestito e che ne distingua  l’operato da quello del restante personale.

La riunione si è aggiornata al prossimo 10 maggio. Restiamo in attesa del progetto dell’Amministrazione

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

20-17 Proposta riordino direttivi

Proposta di retribuzioni dei direttivi per fasce

Proposta di scatto 13-23

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feb 262017
 

 

Caro collega,
come hai avuto modo di leggere dai comunicati, in questi giorni c’è stato un serrato confronto tra Amministrazione ed Organizzazioni Sindacali sulle proposte di riforme ordinamentali  previste nei dlgs 217/05 e 139/06. Culminato nella consegna al Consiglio dei Ministri dello scorso 23 febbraio, dei testi normativi della “nuova” riforma del Corpo nazionale.
Il SindirVVF, sin dalle prime riunioni, ha sempre creduto molto in questa occasione per correggere gravi problematiche normative del personale laureato e di come questo espleta il suo ruolo all’interno del Corpo dei Vigili del fuoco. Abbiamo assunto posizioni forti, cercando di mantenere il pieno rispetto, come è giusto che sia, per tutti gli interlocutori del tavolo al quale abbiamo partecipato, dimostrando tuttavia energicamente la nostra profonda insoddisfazione per una grande occasione mancata.

Il tutto era iniziato il 18.12.2015 quando il Sottosegretario Bocci si presentò al tavolo sindacale annunciando che entro 7 mesi avrebbe dato luogo ad un grande processo di riforme del Corpo, quello auspicato da anni, nonché l’imminente avvio del tavolo contrattuale.
In quella sede vennero annunciati provvedimenti finalizzati alla semplificazione dei procedimenti, alla valorizzazione delle carriere, alla previsione di maggiori tutele del personale, al tempo di lavoro per i direttivi, alla dirigenza per i funzionari amministrativi e tecnico informatici, al rilancio del ruolo e delle competenze del Corpo Nazionale nell’assetto delle funzioni dello Stato, a partire da quelle del Capo del Corpo. Il Sottosegretario aggiunse che con le risorse che si sarebbe impegnato a recuperare, avrebbe dato ai laureati del Corpo l’equiparazione economica dell’istituto del 13/23, ingiustamente non applicato proprio al comparto pubblico dei Vigili del fuoco, così come il finanziamento di maggiori istituti per tutto il personale, soprattutto per quelli a reddito più basso, da subito indennizzati però con 80 euro mensili.
A quella riunione ne seguirono diverse altre che portarono a bozze di testi normativi da noi e dalla maggioranza delle OO.SS. sostanzialmente condivisi nel merito, che però rimasero privi degli attesi finanziamenti del Governo.
Da allora, dopo oltre 12 mesi dall’ultima riunione su quei testi (apparentemente consolidati), sono stati assegnati finalmente gli agognati fondi specifici per il riordino delle carriere nell’ambito di questo processo di riforme.
Ma che cosa è successo?
Che dopo una serie di rocambolesche situazioni di cui avrete letto i puntuali resoconti, come tante bolle di sapone sono scoppiate e quindi svanite, scomparse, tutte le norme sul tempo di lavoro, sulla dirigenza amministrativa, sul ruolo d’onore, sulla valorizzazione delle funzioni del Capo del Corpo, sulla semplificazione ordinamentale. Nonostante la contestuale disponibilità dei fondi, il famoso 13/23 non viene preso in alcuna considerazione, anzi!
Alla fine, per il Consiglio dei Ministri del 23 febbraio viene presentato ed approvato un progetto di riforme nullo, privo di qualsiasi tematica innovativa degna di questo nome.

Ci siamo opposti con fierezza, anche se, come avrete letto dai comunicati, ci siamo sentiti di fatto praticamente soli a mantenere con tenacia la nostra visione di un Corpo che doveva, proprio nel momento del suo massimo impegno in calamità, raccogliere questa occasione per provare a rilanciarsi. Abbiamo così denunciato il tutto come un grande fallimento da imputare ai nostri vertici politici ed amministrativi.
Ma ancora una volta ci siamo sentiti praticamente soli rispetto alla quasi totalità dei sindacati presenti al tavolo, mentre esprimevamo la nostra profonda, sincera,  insoddisfazione.
La lettura dei testi della riforma della Polizia di Stato, che di fatto ha perseguito ed ottenuto tutti gli obiettivi che questa O.S. ha sempre portato avanti per il Corpo nazionale, è la prova che si sarebbe potuto fare, se solo si fosse voluto fare! 

Questa O.S. però, anche da sola, non ha intenzione di fermarsi qui!
Vorremmo tuttavia capire il vostro pensiero e, a prescindere dall’appartenenza sindacale, darvi la possibilità di partecipare direttamente al processo che riguarda le nostre riforme: vi invitiamo a manifestare, se lo riterrete opportuno, la vostra opinione, esprimendo il dissenso a questa non-riforma, riscontrando in tal senso questa mail.
Potremo avere così il polso di quanti colleghi effettivamente desidererebbero qualcosa di diverso, sono scontenti e sono pronti a sostenere le forme di protesta che metteremo in atto.
Noi ci faremo portavoce della vostra e della nostra indignazione.

IL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO MERITA UN PROGETTO DI RIFORME COERENTE CON LA GRANDE PROFESSIONALITÀ DEI PROPRI COMPONENTI, PARIMENTI AGLI ALTRI SOGGETTI REGOLAMENTATI DAL REGIME CONTRATTUALE PUBBLICISTICO

Attendiamo un vostro riscontro, secondo la vostra coscienza, auspicando di aver combattuto e continuare a combattere per gli interessi della categoria, in modo indipendente e libero.

A tutti una buona giornata

La Segreteria Nazionale

feb 132017
 
Cari colleghi,
Con la giornata di venerdì 11 si è concluso il II atto di questa pièce, cominciata lo scorso 8 febbraio con la riunione con il Ministro Minniti e che vedrà il suo atto finale nella giornata di lunedì 13, quando l’Amministrazione consegnerà alla Funzione Pubblica il testo finale dei due documenti.
Nelle ultime 48 ore, l’Amministrazione ha cercato di perseguire l’ambizioso progetto di predisporre la riforma del Corpo, modificandone i due documenti cardine: il primo, il D.Lgs. 139/2006 di riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del CNVVF ed il secondo, discendente dal primo, il D.Lgs. 217/2005 di ordinamento del personale del CNVVF.
Il tutto cercando il consenso generale delle OO.SS. rappresentative, per un “sentito sindacale”, dato che dette questioni non sono oggetto di specifico istituto sindacale, come contrattazione, concertazione o consultazione.
E scusate se è poco!
Se la ristrettezza dei tempi non fosse stato un vicolo sufficientemente rigido, l’inserimento di ulteriori variabili ha caratterizzato la discussione di queste giornate.
Variabile 1: il testo di riferimento.
Ritirato per il sig. Ministro; pertanto la discussione avrebbe dovuto essere “aperta”, di carattere generale.
Non presente per il il sig. Sottosegretario, che ha invitato ad individuare 4-5 argomenti su cui centrare la discussione.
Tirato fuori dal cassetto, nella versione trasmessa il 7 febbraio a sera, dal sig. Capo Dipartimento che, realisticamente, l’ha messo sul tavolo di confronto sindacale.
Piccolo aneddoto sulla questione testo: più volte nella discussione si è fatto riferimento ad una precedente versione “luglio 2016″. L’ultima versione trasmessa alle OO.SS. prima di questa tornata, almeno alla scrivente, era gennaio 2016. Su esplicita richiesta al riguardo è stato risposto che le OO.SS. le avevano “comunque” (!); insieme ad AP abbiamo fortemente dissentito. Dalle altre OO.SS., il silenzio.
Variabile 2: i “paletti” fissati dalla egge delega, che si sono avvicinati e allontanati a secondo di chi era l’interlocutore e dell’oggetto della richiesta. Un’anno fa, sui tavoli di confronto sindacale, Amministrazione e OO.SS. avevano concordato sul fatto che bisognasse cogliere l’occasione e cercare di ottenere il massimo dalla riforma (paletti larghi), da una parte mettendo dei correttivi, laddove i decreti, nel corso degli anni, avessero dimostrato delle lacune, delle incongruenze o risultassero superati; dall’altra avendo gli strumenti utili per riconoscere la elevata professionalità e la specificità del personale del Corpo.
Un anno dopo, questi paletti, con la versione del 1º febbraio, sono stati ulteriormente allontanati, allargando gli orizzonti, e quindi: aumento della dotazione organica dei prefetti con il Capo del Corpo prefetto, alloggi del Corpo al personale della carriera prefettizia, sono gli esempi più eclatanti.
Ieri invece, improvvisamente, ci si “ricorda” che la delega di cui alla legge Madia non era Urbi et Orbi, ma ha dei confini ben precisi. Viene presa la norma, viene letta a tutti e viene sancito che gli unici cambiamenti che possono essere fatti sono quelli espressamente dichiarati all’art.8, ovvero “ottimizzazione dell’efficacia delle funzioni del CNVVF, mediante modifiche al D.Lgs. 139/2006 in relazione alle funzioni e ai compiti del personale permanente e volontario del medesimo Corpo e conseguente revisione del D.Lgs. 217/2005, anche con soppressione e modifica dei ruoli e delle qualifiche esistenti ed istituzione di nuovi ed appositi ruoli e qualifiche [...]“.
Come dire, uno scenario di riferimento dinamico nel quale la fattibilità o meno di alcune proposte può cambiare,  a discrezione dell’Amministrazione, nel corso del tempo.
Prima di entrare nel merito, preme informare che il tavolo è stato reso partecipe, da parte dell’interessato, di una iniziativa del Capo del Corpo, sostenuta da tutti i dirigenti generali del Corpo, ovvero una proposta di unificazione del vertice del Corpo nella figura del dirigente generale Capo del Corpo, trasmessa direttamente al sig. Ministro. Proposta, ovviamente, condivisa da questa O.S. che, da sempre, persegue questo obiettivo.
 
Nella discussione sul 139, dopo aver affrontato il tema di volontari, alloggi di servizio (dove si è confermato l’articolato della versione 7 febbraio, allargando alla carriera prefettizia), distretti ed ufficio centrale ispettivo, finalmente è stata affrontata la questione della modifica degli arti. 2-3, ovvero Organizzazione centrale e periferica del Corpo e Capo del Corpo. Sorvoliamo sul fatto che abbiano cercato di propinarci come un aumento delle competenze del Capo, quelle sulla Direzione Centrale per le risorse Finanziarie, scippate nella precedente stesura del 1º febbraio (per eccesso di delega) ed ora ripristinate, e la mirabile lettera h) del comma 1 che la maggioranza del tavolo, non noi, ha voluto modificare da “mobilità del personale del Corpo”, che in certo senso riecheggiava le competenze del”ufficio Organizzazione centrale e periferica che, ai tempi della D.G.S.A., era sotto l’Ispettore generale capo, in “movimentazione del personale del Corpo”… Cioè quello che da anni già viene svolta dallo stesso!!
Quando abbiamo richiesto di modificare l’art. 3 indicando che il Capo del Corpo deve coordinare tutte le strutture del Corpo come definite all’art.2, centrali (direzioni ed uffici centrali) e periferiche (comandi e direzioni regionali), ci è stato fatto notare che non era compreso nei “paletti”, improvvisamente ristrettisi, della legge delega. 
Nota di colore: abbiamo chiesto che, come già concordato lo scorso anno, le direzioni regionali si chiamassero semplicemente dei vigili del fuoco, cassando “del soccorso pubblico e della difesa civile”, visto che sono uffici territoriali del corpo (art. 2) e non del dipartimento (il fatto che ora si chiamino così non è, a parere della scrivente OS, motivo ostativo per la ridenominazione, visto che eravamo lì proprio per aggiustare il decreto). Ci è stato negato, motivando con il fatto che, essendo il Direttore diventato funzionario delegato di “una sorta di centrale unica di acquisto regionale” che ricorda quella del Dipartimento (ma non era del Corpo?), allora “le Direzioni ricordano il Dipartimento”. Speriamo che non sia prodromico di una gestione “bicefala” (cit.) anche per le direzioni!
Su questi due articoli, art.2 e art. 3, comunque il tavolo si è spaccato, nonostante un primo tentativo dell’Amministrazione di dire che c’era un “generale consenso”. La posizione a favore di un unico vertice del Corpo, coincidente con il Capo del Corpo è stata portata avanti dalla Cgil, SindirVVF, APVVF e DirstatVVf. Le altre sigle, anche se c’è chi ha condiviso in toto i contenuti della lettera del capo del corpo al Ministro, si sono trincerate dietro i “paletti” della legge delega.
 
La discussione sul 217, con i suoi 175 articoli, ha avuto invece del mirabolante. È stato scartata, per ovvi motivi, la possibilità di esaminarlo articolo per articolo, che peraltro è l’unico modo per affrontare seriamente la modifica di un testo così complesso e con delle ricadute fortissime su tutto il personale.
Il giro di tavolo ha trovato una posizione quasi unanime delle OO.SS non di categoria, ovvero mantenere l’articolato attualmente vigente (2005) e limitarsi a fare strettamente quelle modifiche che ci permettono di dire che abbiamo dato attuazione alla delega e quindi poter accedere ai fondi (e fondoni) connessi.
Significando in tal senso rinunciare a tutte quelle “innovazioni” introdotte nella bozza condivisa, finalizzate al miglioramento e alla valorizzazione di tutto il personale del Corpo.
Questa OS, non potendo procedere ad una disamina dell’articolato, che risultava rimaneggiato, ha deciso di rigettare per intero il nuovo testo, manifestando però tutto il dispiacere per aver perso la prima vera occasione che si presentava dopo 10 anni per rimettere mano all’ordinamento del Corpo, negando così la possibilità di crescita professionale a tutto il personale del Corpo.
Di contro però, abbiamo anche preso le distanze dalla proposta del tavolo di mantenere in piedi il vigente 217 per modificarne solo alcuni articoli. Soprattutto in quanto sono rimaste inevase le richieste avanzate da questa OS in merito ai posti funzione per il personale direttivo con il connesso istituto del tempo di lavoro e in merito all’equiparazione economica, previdenziale e giuridica alle forze di polizia per il personale direttivo e dirigente.
Per dovere di cronaca: nel giro di tavolo sul 217, le OO.SS. generaliste, andando molto fuori i paletti della delega, hanno dichiarato la necessità che i direttivi “rientrino” nel comparto attualmente non direttivo non dirigente, in quanto solo così potranno finalmente avere risposta alle loro istanze…
 
In conclusione di serata, l’Amministrazione ha comunicato che durante il fine settimana avrebbe lavorato sui testi dei documenti da portare lunedì mattina in Funzione Pubblica, recependo anche i contributi del tavolo, ma riservandosi di introdurre discrezionalmente, soprattutto per quanto riguarda il 217, alcune delle innovazioni introdotte nel nuovo testo, a titolo esemplificativo la dirigenza amministrativa (cit.).
 
Il nuovo testo verrà presentato alle OO.SS. il prossimo lunedì mattina (13), prima della consegna dei testi alla funzione pubblica. 
 
Facendo una breve sintesi, il comportamento adottato dall’Amministrazione, nell’emanazione delle proposte di riforma ordinamentale del Corpo, evidentemente non ha permesso il coretto confronto sindacale su testi normativi così importante complessi, da cui dipende l’organizzazione e il funzionamento della struttura tecnico operativa deputata a fare soccorso per la cittadinanza.
Ciò nonostante abbiamo assicurato, anche con grande difficoltà personali, la presenza a questo tavolo improvvisato, cercando di studiare i testi per poter dare un apporto costruttivo e richiedere, di contro, risposte da parte dell’Amministrazione che, purtroppo o non sono arrivate o sono state un netto diniego.
Pertanto, abbiamo lasciato in consegna all’Amministrazione le 3 istanze ( istanza 1, istanza 2, istanza 3), con la condivisione di altre organizzazioni sindacali di categoria, chiedendone il recepimento ufficiale.
Lunedì scopriremo con quali ulteriori sorprese l’Amministrazione saprà meravigliarci e, se del caso, questa OS si riserva di assumere tutte le iniziative conseguenti, sensibilizzando il mondo politico, sociale e dei media per evidenziare quanto sta accadendo all’interno delle stanze del Ministero, mentre il Corpo è impegnato a fronteggiare le emergenze.
 

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

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feb 102017
 
Cari Colleghi,

oggi (9 febbraio) si è riaperto il tavolo di confronto sindacale fra Amministrazione e OO.SS., presieduto dal Sottosegretario Bocci.
Il taglio che è stato dato da subito alla discussione è il seguente:
- Non c’è un testo su cui discutere (!) perché i testi erano stati ritirati dal sig. Ministro la sera dl 07/02; ipotesi questa forzatamente portata avanti nella mattinata e poi, finalmente, sconfessata dal Capo Dipartimento che ha ammesso che il testo di riferimento erano proprio le due bozze pervenute il 7 sera.
- L’utilizzo della legge delega esclusivamente per aumentare il potere di acquisto dei lavoratori.
- Occorre focalizzarsi su 4-5 punti importanti da discutere e su cui trovare una condivisione; praticamente i punti relativi al riordino delle carriere che giustifichino, agli occhi del MEF e della Funzione Pubblica, lo stanziamento dei 50 milioni
La tabella di marcia è stata la seguente:
- oggi e domani dedicati alla discussione e ad una condivisione di massima;
- week end di riflessione durante il quale l’Amministrazione, accogliendo o meno le osservazioni delle OO.SS., procederà alla stesura finale dei documenti;
- lunedì mattina ulteriore incontro con le OO.SS. per un’ultimo scambio di opinioni;
- lunedì pomeriggio consegna dei documenti a Palazzo Vidoni.

Praticamente, la riforma ordinamentale che tutti noi stiamo aspettando da oltre 10 anni e che avrebbe dovuto sanare le incongruenze dei vecchi articolati, la riforma il cui scopo più volte sbandierato era il giusto riconoscimento del Corpo e di tutte le professionalità presenti al suo interno, si è ridotta alla mera distribuzione a pioggia a tutto il personale dei fondi assegnati… “tanto è quello che interessa ai pompieri” (ipse dixit).
E l’ordinamento del Corpo dove sta? la struttura, le funzioni, l’organizzazione, il ruolo del Capo del Corpo?
Non interessano a nessuno!
La preoccupazione dell’Amministrazione e di parte delle OO.SS. era tutta volta a non perdere di vista l’obiettivo, ovvero “non mettere in pericolo lo stanziamento dei fondi”!!
Il fatto che “qualcuno”, non si sa bene chi perché nessuno se ne è assunto la paternità, abbia volutamente rimaneggiato le bozze su cui lo scorso anno si era raggiunta una condivisione di massima, in gran segreto e senza coinvolgere i vertici del Corpo e le OO.SS., beh! neanche questo interessa a nessuno!
La tabella di marcia poi…. 18 mesi di tempi e l’Amministrazione si è ridotta a renderci partecipi nelle ultime 96 ore di tempo disponibili. Ogni ulteriore commento su questo aspetto è inutile!

Entrando nel merito della discussione, riportiamo per giusta informazione che dai primi calcoli che la DCRF sta producendo, nell’ipotesi portata avanti oggi, ovvero di distribuzione a pioggia del cosiddetto “fondone”, al personale del ruolo direttivo dovrebbero venire in tasca circa 118,00€ mensili netti, come incremento della “indennità di rischio” cui vanno aggiunti, per il 2017, gli 80€ che oggi hanno confermato aver ripristinato anche per i vigili del fuoco, a partire dal 1° gennaio.

Invece, nei 4 giri di tavolo che abbiamo fatto complessivamente fra ieri ed oggi, nessuna delle richieste che questa O.S. ha portato avanti, dopo aver studiato i testi in modo da poter dare un apporto costruttivo alla discussione e che avevamo già inserito nel documento di ieri, ha trovato risposta!
Nessuna risposta sul ruolo del Capo del Corpo, nessuna sul tempo di lavoro e posti funzione, nessuna sul 13/23.
Su quest’ultimo aspetto, mi preme evidenziare il gelo dell’Amministrazione e delle OO.SS. non di categoria, quando abbiamo fatto notare che mai momento come questo sarebbe stato più propizio: poter contemporaneamente mettere mano all’ordinamento ed aver appena ricevuto un considerevole stanziamento! ma ciò avrebbe comportato il ridurre di 7€ l’aumento medio della busta paga del vigile, e si sa….
Praticamente questa riforma ha trovato i soldi per:
- dirigenza amministrativa;
- dirigenza scientifico informatica;
- accorciamento percorso di carriera direttivi amministrativi;
- accorciamento percorso di carriera direttivi scientifico informatici
- ruolo aeronaviganti;
- ruolo direttivo speciale operativo (ulteriore scatto convenzionale dopo 8 anni nel ruolo);
- ruolo direttivo speciale amministrativo (ulteriore scatto convenzionale dopo 8 anni nel ruolo);
- ruolo direttivo speciale scientifico informatico (ulteriore scatto convenzionale dopo 8 anni nel ruolo);
- concorso interno straordinario 30 posti direttivi;
- concorso interno straordinario 15 posti direttivi amministrativi;
- concorso interno straordinario 15 posti direttivi scientifico informatici;
- promozioni a ruolo aperto per CS e CR;
e NULLA per il personale direttivo e dirigente!!

Abbiamo anche fatto un ulteriore proposta: invece di creare un istituto specifico per l’equiparazione alle forze di polizia, di utilizzare l’esistente, di cui all’art. 79 del 217/2005, ovvero lo scatto convenzionale. La proposta prevedeva di ridurre i 16 e i 26 anni, rispettivamente a 13 e 23, cosa fattibile con le riforme in atto, per poi rimpinguare lo scatto, anche perché rientrante specificatamente nel riordino delle carriere. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!!

Per quanto attiene il ruolo del Capo del Corpo, la richiesta che è stata ripetuta al termine della riunione di oggi e che dovrebbe essere ripresa nella mattina di domani è la seguente:
- Il CNVVF è costituito da strutture centrali e territoriali; le strutture centrali sono: Uffici e Direzioni Centrali; le strutture territoriali sono: Comandi Provinciali e Direzioni Regionali/Interregionali dei Vigili del fuoco (senza… del soccorso pubblico e della difesa civile) cui è preposto un dirigente generale del CNVVF (precisazione necessaria!);
- Il Capo del Corpo coordina tutte le strutture del Corpo (centrali e territoriali);
- Il Capo del Corpo risponde direttamente al Ministro per l’attività tecnico-operativa ed interloquisce con il Capo dipartimento della Protezione Civile.

Quanto è accaduto oggi ha però evidenziato che le metodologie adottate dall’Amministrazione non consentono di avere un corretto confronto sindacale su testi normativi importanti e complessi dai quali dipende l’organizzazione ed il funzionamento della struttura operativa che fa soccorso per la cittadinanza.
Quanto è avvenuto oggi non è un “sentito sindacale”; si è fatto leva sul buon senso delle persone per garantire la partecipazione delle OO.SS., con l’unico scopo di dare legittimità ad un documento redatto in gran segreto, forse anche assieme a soggetti sindacali.
Se anche nella giornata di domani le richieste di questa O.S. rimarranno inascoltate, lasceremo le responsabilità dei documenti a chi li emana.

IL SEGRETARIO GENERALE
MARINA MALINCONICO

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feb 092017
 

Cari colleghi,
come anticipato ieri (8 febbraio), nella giornata di oggi siamo stati convocati dal signor Ministro, sen. Marco Minniti, per una riunione che riguardava i finanziamenti nella legge di stabilità.
Il ministro, nel corso della riunione, ha comunicato che il Governo ha stanziato per il  riordino delle carriere del personale non dirigente VVF , di cui all’articolo 1, comma 365, lettera c) della legge di stabilità, 50 milioni per il 2017 e altrettanti per il 2018. Questo come segno di riconoscimento del Governo per il grande lavoro svolto dal Corpo, anche all’interno del sistema di protezione civile.
Un segnale questo cui lui ha voluto aggiungere il suo personale ringraziamento al Corpo nazionale e a tutto il personale che ne fa parte.
Sono stati stanziati anche 23 milioni per le nuove assunzioni, di cui all’articolo 1 comma 365 lettera b) della legge di stabilità , equivalenti a circa più di 1500 unità.
In merito a questo aspetto abbiamo dichiarato che una parte dei fondi destinati al riordino delle carriere dovrà essere impiegato per realizzare e alimentare l’equiparazione economica e giuridica del personale direttivo e dirigente alle forze di polizia (cosidetto 13/23) e che, in tema di assunzioni, si dovrà procedere quanto prima con un nuovo concorso in ingresso del personale direttivo operativo, data la cronica carenza del 20% di cui stiamo soffrendo da tempo (nonostante la quale garantiamo comunque la presenza quotidiana di 70 funzionari direttivi nelle zone colpite dal sisma e l’operatività del corpo sull’intero territorio nazionale).

Preme ricordare, però, che la riunione di oggi ha subito il cambio di ordine del giorno solo ieri sera alle 21:30, in quanto la stessa era stata già convocata, come ricorderete, per discutere le bozze di riforma del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ai sensi della legge Madia.
Bozze che presentavano delle rilevanti novità, rispetto alle precedenti sulle quali l’Amministrazione aveva ottenuto una condivisione di massima da parte delle organizzazioni sindacali, sulle quali questa O.S. non era favorevole ed ha manifestato tutto il proprio dissenso in una lettera aperta destinata proprio al Ministro.
Pertanto, abbiamo apprezzato la volontà manifestata oggi dal Ministro di voler riaprire il tavolo di confronto sindacale sulle riforme e la sua disponibilità a farlo da subito, visto ormai l’approssimarsi della scadenza dei termini di delega (termine ultimo 28/02).
Però, proprio mentre scrivevano questo comunicato, abbiamo ricevuto comunicazione dall’ufficio relazioni sindacali che l’Amministrazione è stata convocata dalla Funzione Pubblica già il prossimo lunedì 13 e che pertanto il tempo a disposizione per questi tavoli di confronto si è ridotto ulteriormente; di conseguenza la riunione programmata per il giorno 14 è stata anticipata a domattina alle 9:30.
La posizione di questa organizzazione sindacale per la riunione di domani e per le eventuali che dovrebbero seguire è quella espressa nel documento inviato e che è stata illustrata per sommi capi nell’incontro odierno.
Ci auguriamo anche che le nostre considerazione possano essere condivise dalle altre OO.SS., almeno da quelle che hanno sempre manifestato, se non oggi nel passato, analoga sensibilità sulle questioni ordinamentali del Corpo.
Vi terremo aggiornati sulle evoluzioni della questione.

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

07-17 Nota al Ministro

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lug 012016
 

Cari colleghi,

Per incarico del Presidente della I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni) della Camera dei deputati, Andrea Mazziotti di Celso, d’intesa con il Presidente della IV Commissione (Difesa), Francesco Saverio Garofani, le Commissioni riunite I e IV hanno avviato l’esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato (Atto n. 306 – scaricabili dal sito www.sindirvvf.it ai link sotto riportati)

Le Commissioni hanno convenuto sull’opportunità di procedere ad un breve ciclo di audizioni informali sul provvedimento in oggetto al fine di acquisire utili elementi di conoscenza e di valutazione.

Nella giornata del 30 giugno 2016, ha avuto luogo l’audizione -informale- di rappresentanti delle organizzazioni sindacali interessate dal provvedimento.

Nel merito, la nostra O.S. ha trasmesso la memoria scritta che trovate in allegato, nella quale abbiamo evidenziato due aspetti molto importanti che meritano la necessaria attenzione ed il successivo impegno della classe politica.

Cordiali saluti

La Segreteria

AG 306_ testo          http://www.sindirvvf.it/blog/?attachment_id=1447

ITER.pdf                   http://www.sindirvvf.it/blog/?attachment_id=1446

SindirVVF-Memoria   http://www.sindirvvf.it/blog/?attachment_id=1445

SI.N.DIR.VVF -
Sindacato dei Direttivi e Dirigenti del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco -
PEC: presidenza@pec.sindirvvf.it -
e-mail: info@sindirvvf.it

 

mag 112016
 

Cari Colleghi,
nella mattinata del 09 maggio u.s., le OO.SS. dei Vigili del fuoco, assieme a rappresentanti delle associazioni dei volontari, dei discontinui, degli ‘idonei 814′ e altri, sono stati ricevuti presso la Direzione Nazionale del PD, dall’On. Emanuele Fiano, nel suo ruolo di responsabile della Sicurezza in Segretaria Nazionale.
oggetto dell’incontro è stato l’imminente esercizio della delega contenuta nella legge n. 124 del 2015 – che all’articolo 8, comma 1, lettera a) ha previsto l’adozione di modifiche al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, in relazione alle funzioni e ai compiti del personale permanente e volontario del Corpo dei vigili del fuoco e la conseguente revisione del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, anche con soppressione e modifica dei ruoli e delle qualifiche esistenti ed eventuale istituzione di nuovi appositi ruoli e qualifiche.

Dopo una breve introduzione, nella quale l’on. Fiano ha siegato l’intento di questo metodo di lavoro che vede la convocazione dei Vigili del fuoco separata da quella della Polizia (che non era successo nel passato), proprio per dare un segnale al Governo di specificità del Corpo, ha voluto fare un giro di tavolo per sentire quali fossero le tematiche sulle quali, in sede di parere parlamentare sui documenti di revisione dei citati decreti legislativi, eventualmente poter intervenire.
Questa O.S. oltre a ribadire velocemente i punti salienti già evidenziati sia al Sottosegretario Bocci, sia al Ministro Alfano, nei pochi minuti a disposizione si è soffermata sulla necessità, ormai imprescindibile, di attuare quanto prima i provvedimenti necessari affinché siano avviati, per gli appartamenti a tutto il personale operativo del corpo nazionale dei vigili del fuoco, i processi di perequazione alle indennità riconosciuta dalla normativa vigente al comparto sicurezza e difesa, al fine di una tendenziale equiparazione tra le stesse.

Problema che ora è quanto mai sentito, anche in virtù della citata L. n. 124 del 2015 (legge Madia) e dei conseguenti decreti attuativi che prevedono anche il trasferimento di alcune delle competenze del Corpo Forestale dello Stato al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
Alla luce di questo conferimento di deleghe, una parte del personale del Corpo Forestale dello Stato, corpo di polizia appartenente al comparto sicurezza, deve essere integrato all’interno dei ruoli operativi del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Ciò comporterà una duplicità di problematiche: la prima è che il personale del Corpo Forestale dello Stato, potendo scegliere presso quale forza di polizia transitare, pondererà la sua scelta anche in funzione dell’ordinamento della carriera e della tutela economica, pensionistica e previdenziale, con il rischio concreto che non transitino verso il corpo nazionale le professionalità, con le relative conoscenze e bagaglio di esperienze, necessarie al corretto svolgimento delle competenze di nuova attribuzione. La seconda è la sperequazione economica che sicuramente si verrà a creare tra il personale pari qualifica, chiamato a svolgere la stessa tipologia di lavoro, ma proveniente da due diversi Corpi.
Al termine del giro di tavolo, l’on. Fiano ha individuato le tematiche su cui cercherà di impegnarsi:
- Dare un contributo economico, con ricaduta previdenziale, alla specificità; ciò non ha valore di mera rendicontazione, ma fa parte di una visione strategica generale.
- Unificazione del vertice del Corpo, anche questo in chiave di visione strategica.
- Studiare normativamente lo status dei volontari e che tipo di contenuto dare a questo status (es. equiparazione a volontari di protezione civile); anche il modello “onlus” va approfondito.
- In merito agli aspetti relativi ai concorsi, ovvero cosa succede agli idonei non assunti, sono da guardare con attenzione, parallelamente alla giurisprudenza, per evitare il rischio di rilievi costituzionali.
- meritocrazia nelle progressioni in carriera.
Poiché, attualmente, non si è in possesso della stesura finale dei due provvedimenti, ancora in mano all’amministrazione, l’on. Fiano ha proposto un successivo incontro nel quale discutere sui testi finali una volta acquisiti per il parere del parlamento.
Assieme alla nota 11-16, sono state consegnate all’on. Fiano per una completezza di informazioni, anche copie delle note che questa O.S. aveva già inviato all’Amministrazione in merito alle bozze di lavoro delle revisioni del D.Lgs. 139/2006 e D.Lgs. 217/2005.
Il Segretario Generale
Marina Malinconico
gen 282016
 
Cari Colleghi,
lo scorso 26 gennaio si è tenuta la riunione conclusiva del confronto sindacale sulla bozza di revisione del D.Lgs. 139/2006 e sulla “1° fase” di revisione del D.Lgs. 217/2005.
Si parla di prima fase, in quanto, per quanto attiene il D.Lgs. 217, come ci era stato anticipato nel corso della riunione dello scorso 17 dicembre, la nostra Amministrazione, assieme al Ministero della Funzione Pubblica, ha assunto la decisione di procedere non con l’emanazione di un solo provvedimento bensì di 2, forse 3.
Il primo provvedimento è relativo a tutte le tematiche meno complesse e dal “contenuto” impatto economico, da poter affrontare e discutere all’interno della nostra Amministrazione senza necessità del confronto con il Ministero della Funzione Pubblica e il MEF. Il secondo ed il terzo provvedimento, di maggior impatto economico, richiedono tempi un po’ più lunghi ed il confronto con i competenti Ministeri.
 
In realtà, come abbiamo appreso nel corso dell’ultima riunione, la spesa “contenuta” si dovrebbe aggirare intorno ai 7 milioni (la scorsa volta si era parlato di cifre più basse, intorno ai 2-3 milioni); d’altronde provvedimenti come l’introduzione della decorrenza giuridica come decorrenza per le promozioni a CS e CR, il transito dei funzionari amministrativi e tecnico-informatici nel ruolo dei direttivi con un accorciamento del percorso di carriera dai 16 anni del vecchio decreto ai 7 anni e 6 mesi dell’attuale, la dirigenza amministrativa, il passaggio a SDAC dei 50 IAE (ex ATA), comportano necessariamente un notevole impegno economico.
Fondi che o sono stati già trovati o che bisognerà trovare.
 
In merito al reperimento, invece, dei fondi per il riconoscimento di perequazione del trattamento stipendiale e previdenziale dei direttivi e dei dirigenti con quello delle altre forze operative, militari e del comparto sicurezza (13/23), il Sottosegretario ci ha dato “una speranzina” circa il reperimento dei fondi anche per questo istituto che dovrebbe essere oggetto del secondo provvedimento (2° fase) e che è stato richiesto dalla maggioranza del tavolo, anche se con qualche “sub condicione” da parte di quelle OO.SS. che rappresentano entrambi i comparti.
Permane comunque da parte di SindirVVF, APVVF e DirstatVVF la raccolta firme per la Petizione al Parlamento.
 
Pur riscontrando che le bozze proposte hanno recepito buona parte delle osservazioni che questa O.S. aveva manifestato (istituzione del tempo di lavoro, estensione al personale direttivo delle norme relative alla temporanea inidoneità operativa, estensione anche ai Direttori delle funzioni vicarie, ruolo direttivo speciale come apicale dell’altro comparto, concorso interno per accedere al ruolo direttivo per chi è in possesso di laurea magistrale ed abilitazione), restano ancora da dirimere alcune importanti questioni:
- regolamentare le attività ispettive nei luoghi di lavoro da parte dei funzionari;
- eliminare da una norma i rango superiore, come un D.lgs, la rotazione degli incarichi di vicario del dirigente ogni 10 anni;
- percorso di carriera inteso come crescita professionale, con evidenza degli incarichi diversi e delle relative responsabilità assunte;
- reperimento fondi per il riconoscimento di perequazione del trattamento stipendiale e previdenziale dei direttivi e dei dirigenti;
- ruolo dei direttivi e dei dirigenti all’interno del settore aeronavigante.
Queste ed altre osservazioni di natura più tecnica all’interno del documento allegato e trasmesso all’Amministrazione.
 
In merito ai concorsi interni, questa O.S. ha evidenziato che, come fatto nella versione del 2005, oltre al concorso riservato al personale inquadrato nel ruolo dei
direttivi in ruolo speciale a esaurimento (ex SDACE), in possesso del titolo di studio e del titolo abilitativo possa esserne fatto uno anche per il personale proveniente dal ruolo operativo, con almeno 7 anni di anzianità.
gen 192016
 
Cari Colleghi,
in data 19 gennaio tutte le OO.SS. rappresentative per il CNVVF sono state convocate dal neo Direttore Centrale per le Risorse Umane, pref. Giovanni Bruno.
Dopo una breve presentazione in cui il prefetto, che ha evidenziato come nel suo precedente ruolo in “periferia” abbia avuto modo di conoscere ed apprezzare il Corpo, ha manifestato tutta la sua volontà nell’affrontare e risolvere le varie problematiche che afferiscono all’ufficio del Personale, prime fra tutte le mobilità dovute alle varie leggi speciali, è stato fatto il consueto giro di tavolo.
Al nostro turno, è stato illustrato al prefetto lo status quo dell’equiparazione economica ai corpi di polizia per il personale direttivo e dirigente del Corpo, cd. 13/23, per evidenziare come, alla luce anche degli ultimi emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 che hanno conferito questo riconoscimento ai direttivi della Polizia Penitenziaria, il nostro si a rimasto l’ultimo Corpo a cui non viene riconosciuta questa equiparazione. Gli è stato manifestato il disagio della categoria sotto tutta una serie di punti:
- mancata progressione di carriera;
- mancata equiparazione economica;
- grave carenza di organico che comporta extra lavoro per tutti i colleghi e grosse problematiche ai comandanti, soprattutto da Firenze in su;
- ritardo nell’emanazione dei concorsi (10 anni sono passati fra un concorso e l’altro)
- assenza di mobilità del personale direttivo da 5 anni (ultima immissione in ruolo 30/12/2010);
- ricorso spropositato alle “assegnazioni temporanee” ex art.43 DPR 64/2012, soprattutto dalla periferia verso il centro;
- criteri di valutazione del personale obsoleti, che premiamo i colleghi che lavorano meno per l’ufficio e più per il fascicolo; mancata valutazione oggettiva della performance in quanto non vengono assegnati degli obiettivi come sarebbe invece opportuno per dei “vice-dirigenti”; peso eccessivo del “discrezionale”;
- mancanza di definizione dei ruoli all’interno delle strutture che differenzi il lavoro fatto dagli ispettori, da quello svolto dai sostituiti direttore e da quello svolto dai direttivi.
In questa riunione, peraltro di semplice presentazione, però è venuto fuori dal tavolo una questione che lascia molto molto perplesse le scriventi OO.SS.
Quando hanno parlato i rappresentanti delle OO.SS. di UIL, CGIL e CISL per la componente dirgenti e direttivi (rappresentati a questo tavolo dalle segreterie generali), tutte e 3 queste sigle hanno espresso il desiderio che si faccia un passo indietro e si riporti il personale del ruolo direttivo nell’attuale comparto del personale non dirigente e non direttivo.
Ovviamente queste OO.SS. sono completamente contrarie ad una simile ipotesi che rappresenterebbe la fine della categoria dei direttivi la cui voce si è iniziata a sentire proprio da 10 anni a questa parte, dopo che la 252/2004 ha portato la componente direttiva accanto a quella dei dirigenti e grazie a quelle OO.SS. che si sono impegnate nella tutela degli interessi di tutta la categoria, non dei singoli individui.
Le Segreterie SindirVVF e DirstatVVF