feb 082012
 

La recente calamità legata all’ondata di freddo (e le relative polemiche)  ha messo in luce il fatto che, d’ora in poi, i danni dovuti alle calamità saranno pagati sempre di meno dall’erario generale e dovranno gravare sempre di più sulle finanze locali che, a loro volta, dovranno essere finanziate con tasse straordinarie. In altri termini, sembra finito una volta per tutte il momento storico in cui il famigerato Pantalone (cioè tutti i contribuenti) pagava per tutti.

Questa nuova situazione, che ci avvicina alle società più mature e più eque, tra le altre cose deve costringere tutti i cittadini a pensare in primo luogo alle cose da fare per limitare i danni che gli eventi naturali estremi possono arrecare. Ovviamente, se una pioggia intensa riversa 3 metri d’acqua su una strada normalmente usata per spostarsi c’è ben poco da fare in termini di autoprotezione. Però, in questi giorni, stiamo assistendo a costose attività di soccorso che in alcuni casi interessano cittadini che, in molti altri posti del mondo, avrebbero provveduto autonomamente ed in tempo alle provviste ed alle dotazioni necessarie per affrontare almeno parte dei disagi che il freddo ha arrecato.

Purtroppo, sembra che sia difficile affrontare questo tipo di argomenti in modo serio, cioè lontano dalle polemiche di parte. Eppure, basta fare qualche ricerca su internet per trovare dei manuali o delle pubblicazioni molto semplici (di solito pubblicati e divulgati dalle Protezioni civili) che spiegano quali scorte debba tenere pronte ogni cittadino. Il senso civico si sviluppa anche attraverso la sensibilizzazione verso questo tipo di problemi, in mancanza della quale continueranno gli sperperi di risorse della collettività legati anche all’impreparazione nell’affrontare problemi che possono essere risolti anche direttamente.

Proprio lo sperpero di risorse nella materia della protezione civile è uno dei punti su cui il Sindir-Ugl VVF continua a richiamare l’attenzione del Governo. Oltre a denunciare il fatto che non è nemmeno del tutto noto l’ammontare delle risorse impiegate per la macchina della protezione civile nei vari livelli di competenza che la Costituzione prevede, il Sindir-Ugl VVF continua a chiedere da tempo quell’opera di razionalizzazione del sistema (ad esempio, limitare la decuplicazione di sale operative, di servizi di previsione meteo ecc.)  che, oltre ad essere possibile, permetterebbe di migliorare la risposta delle istituzioni pur nelle minori risorse che la situazione finanziaria attuale mette a disposizione delle diverse parti coinvolte nella gestione dell’emergenza.

In questo quadro, che ha molto a che fare con l’ipotesi in esame di obbligare i cittadini ad una assicurazione contro le catastrofi naturali, il Sindir-Ugl VVF denuncia ancora una volta quella che ritiene una incongruenza storica operata dal Dipartimento della Protezione Civile. Ci riferiamo, in particolare, al non aver inserito nella commissione che sta affrontando la materia nessun rappresentante del Corpo. Questa omissione, purtroppo, non stupisce. Lo stesso Dipartimento ha costituito recentemente una elefantiaca commissione grandi rischi che brilla per l’assenza dei Vigili del Fuoco, che sono l’unico organo dello Stato che opera in tutte le situazioni di emergenza (navi, terremoti, neve, incendi boschivi, alluvioni ecc.).