ott 112017
 

Cari Colleghi,
dopo l’incontro con il Sig. Capo Dipartimento lo scorso 28 settembre, non avendo ricevuta alcuna risposta alle istanze rappresentate un quella sede, ieri abbiamo inviato al Sig. Sottosegretario e ai vertici della nostra Amministrazione la nota, per richiamare il nostro rappresentante politico all’impegno assunto con la nostra categoria in occasione della procedura di raffreddamento lo scorso 14 marzo; impegno a seguito del quale venne revocato lo stato di agitazione e che ebbe unconcreto riscontro nel corso degli incontri successivi (tavoli tecnici) tenuti con una certa frequenza fino al maggio di quest’anno.

Se l’Amministrazione continuerà a portare avanti la nuova versione (quella datata 1° settembre), le tre OO.SS. di categoria, congiuntamente, si vedranno costrette ad ostacolare con ogni legittimo mezzo questo cosiddetto progetto di riforma.

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

ott 022017
 

Cari colleghi,
nei giorni scorsi è girata sui social una ulteriore bozza di progetto di riordino (nuova 217), datata 1° settembre, non pervenuta ufficialmente dall’Amministrazione.

L’ultima riunione sulle questioni ordinamentali si era tenuta il giorno 15/05/2017, nella quale l’Amministrazione aveva illustrato alle OO.SS. una tabella, inviata qualche giorno prima, riassuntiva degli 11 interventi “strutturali” di riordino delle carriere che l’Amministrazione intendeva fare con una quota parte dei 103 M, decorrenza 01/01/2018.
Il documento, seppur in una forma schematica e priva dei dettagli economici delle singole voci presentava un impianto in linea con quelle che sono state le nostre richieste, da sempre, e che possiamo sintetizzare in:
- stabilizzazione di 60€ (80% del contributo straordinario di 80€), fissi e continuativi, sotto forma di incremento di indennità di rischio;
- una nuova indennità, denominata “assegno di specificità”, alla maturazione di un’anzianità di servizio di 15, 25 e 30 in misura pari al 56% di quanto previsto per le forze di polizia per il personale operativo
- riconoscimento del tempo di lavoro, con la forfettizzazione degli straordinari, a tutto il personale direttivo
- attribuzione delle funzioni organizzative a tutti i direttivi, mediante l’erogazione di un assegno di funzione
- aumento di 20 posizioni dirigenziali, che riduce il rapporto dirigenti/direttivi a 1/3.

A questa riunione ha fatto seguito, il giorno 11/07/2017, una riunione finalizzata esclusivamente ad illustrare nel dettaglio gli importi degli incrementi retributivi da erogare a tutto il personale sottoforma di incremento dell’indennità di rischio e di assegno di secificità (dopo 14, 25 e 28 anni di servizio), per totali 87 M. Fermo restando i 16 M con cui effettuare il riordino delle carriere negli 11 punti illustrati a maggio.

La bozza però che sta circolando ora (che peraltro fa riferimento ad una riunione del 26 luglio cui questa O.S. non è stata invitata a partecipare) non è solamente, così come sarebbe dovuto essere, un affinamento nei contenuti degli 11 punti con accanto l’impegno economico, ma, purtroppo, contiene dei rimaneggiamenti sostanziali per i ruolo dei direttivi, che la rende difforme da quanto la stessa amministrazione aveva proposto l’11 luglio, a seguito dell’impegno assunto conla nostra OS nel corso della procedura di conciliazione del 14 marzo u.s.

Sull’argomento ieri, assieme a rappresentanti DirstatVVF, siamo stati ricevuti dal Capo Dipartimento.
I punti portati all’attenzione del Capo Dipartimento sono stati:
- inserimento del cd. ruolo direttivo speciale nel comparto dei dirgienti e direttivi: comparto istituito dalla L.252/2004, cui può accedere, ai sensi dell’art. 2, esclusivamente il personale inquadrato in profili richiedenti, ai fini dell’accesso, la laurea specialistica;
- individuazione di soli 161 posti funzione (fascia A e fascia B) riservata ai DVD, con il riconoscimento del tempo di lavoro e l’attribuzione dello starordinario a forfait;
- individuazione di circa 700 posizioni organizzative di fascia C per direttivi e SDACE; quindi ai circa restanti 380 direttivi non verrebbe riconosciuto il tempo di lavoro e l’attribuzione dello starordinario a forfait; mentre a tutti gli SDACE verrebbe attribuita la posizione organizzativa, quando la versione del 11/07 specificava chiaramente che “non potevano accedere alle posizioni organizzative”
oltre a tutta una serie di altre difformità ed incongruenze.

Il Capo Dipartimento, dopo una iniziale chiusura nei confronti delle nostre istanze, motivata dalla necessità dell’Amministrazione di addivinire a breve ad una conclusione affinchè la riforma vada avanti senza trovare intoppi, ha preso nota del fatto che per le OO.SS. di categoria è imprenscidibile che sia garantitato il tempo di lavoro e i posti funzione a tutto il personale direttivo e solo al personale direttivo, come distinguo e segno di rispetto fra chi è entrato nell’amministrazione perchè in possesso di una laurea magistrale e chi no e che le proposte fatte debbano servire a dare la necessaria “dignità” alla nostra categoria, riconoscedogli anche economicamente le responsabilità che ci assumiamo.
Al contrario, quanto contenuto nella bozza è da ritenersi lesivo della dignità del personale direttivo e dimostra ancora una volta la scarsa considerazione di tutto il vertice nei confronti di una categoria, l’unica, che non è riuscita  ad ottenere né la dirigenzializzazione né l’equiparazione giuridico, economica e previdenziale erogata ai direttivi e ai dirigenti delle Forze di Polizia e alle Forze Armate.
Se non verranno stralciate queste ultime modifiche, tutte le OO.SS. di categoria, unitariamente, avvieranno ogni utile forma di protesta

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

Schema misure riordino 12 maggio

Proposte di riordino e relativi oneri – versione 1 settembre

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mag 142017
 

Cari Colleghi,

come anticipatoci dal Capo Dipartimento nel corso dell’incontro di mercoledì scorso (3 maggio), svoltosi su richiesta di SindirVVF e DirstatVVF, oggi (12 maggio) ci è pervenuto l’allegato schema di misure di riordino, con l’individuazione dei costi di dette misure per l’Amministrazione.

Per quanto riguarda la nostra categoria, possiamo riscontrare alcune importanti novità, rispetto l’ordinamento attuale, che vanno nella direzione da sempre auspicata da questa O.S., ovvero il riconoscimento del lavoro che già oggi svolge il personale del ruolo direttivo non come mero lavoro impiegatizio, ma strutturato in posti funzione (finora prerogativa solo dei dirigenti) e tempo di lavoro invece dell’orario di lavoro, traguardando così la dirigenza, mediante:
- istituzione dei posti funzione con l’individuazione di specifiche posizioni organizzative per TUTTO il personale direttivo (ultima conquista a valle dell’incontro di mercoledì), operativo e non, con l’attribuzione di un assegno di posizione artivcolato in fasce in funzione dei diversi livelli di responsabilità assegnati;
- corresponsione dell’ulteriore attribuzione del corrispettivo per il lavoro straordinario in misura forfettaria a TUTTE le posizioni organizzative.

In altre parole è stato avviato il processo di “dirigenzializzazione” anche del personale direttivo del CNVVF!

Altra importante novità riguarda il ruolo dirigenziale e, in cascata, quello dei direttivi, con l’incremento delle posizioni di dirigente superiore di 25 unità, con contestuale riduzione di 25 posizioni di PD e l’incremento delle posizioni da primo dirigente di 20 unità (con contestuale riduzione di 20 unità di dotazione organica direttivi).

Anche l’istituzione del ruolo “direttivo speciale” ha la clausola di salvaguardia che “la progressione di carriera all’interno del ruolo speciale avverrà con le modalità previste per il ruolo dei direttivi, senza possibilità di accedere al ruolo dei dirigenti e alle posizioni organizzative”

Non da ultimo, anche l’ estensione dell’applicazione dell’istituto di cui all’art. 134 anche al personale direttivo della carriera operativa è una importante conquista.

Ora bisogna vedere il “quantum” (che, peraltro può sempre essere incrementato sul tavolo della contrattazione con la Funzione Pubblica – l’importante era creare ora gli istituti), però riteniamo che questa sia la direzione corretta in cui una riforma ordinamentale deve muoversi e nella quale possiamo veramente realizzare la valorizzazione della categoria; tutte cose, queste, che come ben sapete non erano lontanamente presenti nel documento approvato preliminarmente dal CdM dello scorso 23 febbraio e di cui si è iniziato a parlare solo nella procedura di raffreddamento che questa O.S. ha tenuto lo scorso 14 marzo a seguito dello stato di agitazione proclamato all’indomani del 23 febbraio.
Ora, grazie ad un dialogo serio e costruttivo al tavolo con l’Amministrazione, le proposte fatte da questa O.S. sono diventate realtà per la prima volta da quel lontano 2004 in cui l’allora legge delega parlava di tempo di lavoro per il personale dirigente e direttivo.

Il prossimo 15 maggio si terrà l’incontro – probabilmente conclusivo – del tavolo tecnico ove noi saremo seduti per sostenere queste proposte che, speriamo, non vengano boicottate da altre OO.SS. che non vedono di buon grado l’interesse dell’Amministrazione verso la nostra categoria, benché anche da alcune di loro rappresentata.

Vi terremo aggiornati

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

Schema-misure-riordino-proposta del 12-maggio

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apr 272017
 

Cari Colleghi,
nel pomeriggio del 27 aprile  si è svolta una nuova riunione del tavolo tecnico sul progetto di riordino e valorizzazione delle carriere del CNVVF.
Dopo un aggiornamento sullo stato dell’arte dell’iter autorizzativo del progetto, che peraltro sta rispettando la tempistica prevista, il Capo Dipartimento ha presentato per punti una piattaforma per l’impiego delle risorse di cui all’art. 15 dell’A.G. 394. La piattaforma prevede questa serie di punti:

1) Conservare il maggior incremento  del contributo straordinario, per un corrispettivo pari a 60€ (in luogo degli attuali 80), uguale per tutti e non parametrizzato. Questa misura è da intendersi come una prima risposta al personale, per un totale di 48M.

2) Collocazione di una parte delle risorse per l’assegno di specificità, a 15, 22 e 28 (30) anni, per un totale di 37M.

Pertanto dei 103M previsti a partire dal 2018, 85 M verrebbero impiegati per una immediata redditività, riservando solo 18M alla riforma delle carriere!

3) Ruolo dei VF: semplificazione del numero delle qualifiche e riduzione di 3 anni, da 15 a 12 anni, per il passaggio a CS;

4) Ruolo dei CS e CR: passaggio a CR a ruolo aperto; comporterà una modifica delle relative dotaizoni organiche;

5) Ruolo degli Ispettori e dei Sostituti Direttori: immediato inquadramento nel ruolo dei direttivi, per il personale in possesso dei requisiti di accesso alla carriera direttiva (laurea magistrale e abilitazione professionale); creazione dei ruoli direttivi speciali.

6) Ruolo dei direttivi: definizione di un numero di posti funzione (pari a circa la metà della dotazione organica) mediante la corresponsione di un assegno di funzione; questi posti possono essere: vice comandante, comandante di distretto (circa una trentina) ed altri posti, mediante l’attribuzione al direttivo di alcune funzioni dirigenziali.

7) Ruolo dei dirigenti: valorizzazione dei primi dirigenti, con 19 PD che diventeranno DS.

8) Previsto un ruolo specialistico per gli aeronaviganti, sommozzatori, nautici e TLC, con la erogazione di una indennità proporzionata a quella delle forze di polizia (50% per i primi, 40% per i secondi e 30% per gli altri due)

9) Definizione dei “ruoli tecnici” per elevare il livello culturale del Corpo e inquadrare il personale sanitario, i ginnico-sportivi e i tecnici di laboratorio (biologici, fisici e chimici)

10) accesso al ruolo dei VF con la scuola media superiore (stesso titolo sarà poi richiesto anche per il passaggio a CS e CR)

11) definizione del ruolo degli ispettori (gli SDAC/SDACE transitano tutti nel ruolo direttivo speciale), articolato su 3 qualifiche e recluctato con laurea breve.

12) direttivi amministrativi e tecnico informatici all’interno del comparto direttivi, ruolo direttivo speciale anche per il personale “sati” e qualche posto da dirigente.

Nel giro di tavolo successivo, la proposta dell’Amministrazione ha incassato il consenso di una gran parte delle OO.SS. presenti e a giorni ci verrà sottoposto un progetto di riforma in linea con questa piattaforma.

Al nostro turno, abbiamo subito evidenziato come la preannunciata inversione dell’approccio metodologico, a conti fatti non è stata perseguita.
Infatti, la proposta odierna ricalca lo schema delle tre proposte esposte durante la riunione dello scorso 5 aprile, lasciando solo qualche milione in più (18M in luogo dei 10-13M delle precedenti) al riordino delle carriere. Peraltro, a parte i primi due punti, il resto della piattaforma non sappiamo quanto costi, anche se la sensazione è quella che non si riescano a mettere in campo tutte le proposte con solo 18M!
Abbiamo ribadito ancora una volta che questo approccio metodologico, in realtà, fa sì che questa riforma, dal punto di vista economico, continui ad assomigliare ad un tavolo contrattuale più che ad uno di riforma ordinamentale.
Per quanto attiene la categoria da noi rappresentata, abbiamo evidenziato come, da questo progetto di riforma, la categoria dei direttivi rimanga ancora penalizzata.
La “stabilizzazione” dei 60€, che assorbe quasi il 50% delle risorse a disposizione, non essendo neanche parametrizzata, incide molto poco e anche gli assegni di specificità non modificano nè valorizzano questo ruolo.
Ma soprattutto abbiamo sottolineato che la vera riforma del personale direttivo è traguardare la figura dirigenziale; ciò si può ottenere solamente smembrando l’attuale ritribuzione legata alla sommatoria di incentivi e costruirne una nuova con una struttura simil-dirigenziale.
A tal fine, stamattina abbiamo inviato all’Amministrazione la nota che trovate in allegato e che abbiamo illustrato nel corso della riunione, con la quale abbiamo trasmesso la nostra proposta, corredata da calcoli di dettaglio, con la quale abbiamo dimostarao che con una diversa distribuzione dei proventi del Fondo di Produttività del personale direttivo, legato alla posizione (posto funzione) e al risultato conseguto in quella posizione, si possono creare i posti funzione per D e DVD. Anche perchè già molte delle attività svolte dai direttivi son caratterizzate da alti livelli di responsabilità, anche di carattere personale.
Si può costruire una nuova struttura stipendiale come parte fissa e parte varibile, in funzione del merito, già ripartendo diversamente le attuali risorse del fondo e incrementando quindi lo stipendio tabellare dopo 13 e 23 anni; quest’ultimo con un costo totale per l’Amministrazione di 7,5M (lordissimo).
Evidentemente, lasciando a disposizione del riordino delle carriere solo 18M, la cifra di 7,5 M appare elevata, ma rapportata ai complessivi 103M rappresentano solo il 7%. Con questa cifra e la costruzione di una prima qualifica dirigenziale al di sotto di quella da Primo Dirigente, per D e DVD, si riesce ad avere una corretta revisione del trattamento economico più consono agli accresciuti compiti e responsabilità del personale direttivo e a costruire loro un reale percorso di carriera.
Abbiamo esortato l’Amministrazione ad essere quindi più “coraggiosa” in questo momento e a non banalizzare il posto funzione (e il relativo “assegno di funzione”) come l’ulteriore emolumento da assommare agli altri incentivi, ma ad attuare invece una reale riforma del ruolo dei direttivi, più diginitosa della professionalità espressa e del ruolo rivestito e che ne distingua  l’operato da quello del restante personale.

La riunione si è aggiornata al prossimo 10 maggio. Restiamo in attesa del progetto dell’Amministrazione

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

20-17 Proposta riordino direttivi

Proposta di retribuzioni dei direttivi per fasce

Proposta di scatto 13-23

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mar 252017
 
Cari colleghi,
lo scorso 22 marzo si è tenuto il primo incontro del tavolo tecnico di avvio di un confronto sindacale fra Amministrazione e OO.SS. al fine di avere un testo, di misure correttive ed integrative, concordato punto per punto.
Il Capo Dipartimento ha comunicato che, a far data dal 23 marzo, iniziava il ciclo di audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato dell’Atto del Governo n. 394, sottoposto a parere parlamentare (può essere visionato al seguente link per pronto riscontro:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1008009.pdf ).
Un ciclo di audizioni verrà fatto anche dal Consiglio di Stato, il cui Presidente ha costituito una sezione ad hoc, proprio finalizzata ad esprimere i pareri sugli schemi di decreto discendenti dalla legge 124/2015 (Madia)
Per il Capo Dipartimento sono state fissate le audizioni, rispettivamente, il 23 marzo e il 12 aprile.

Il tavolo di confronto aperto ha affrontato prevalentemente le questioni relative alla ripartizione di massima dei fondi di cui all’art. 15 dello schema di decreto. Prevalentemente, in quanto, inevitabilmente, sono state toccate, ma non eviscerate, le questioni relative alle modifiche ordinamentali cui questi fondi sono strettamente collegati.
Infatti, stante la ferma volontà, anche della parte politica dell’Amministrazione, di destinare una parte di questi fondi per soddisfare le esigenze perequative e di “giustizia sociale” nei confronti del personale che perde gli 80€ di contributo straordinario, lo stesso comma 4 dell’art.15 stabilisce che, entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo, è previsto un decreto discendente (DPCM) per individuare le modalità di utilizzazione delle risorse e la quota da destinare ad ulteriori interventi di riordino delle carriere e dei ruoli.

Il Capo Dipartimento ha voluto quindi porre due questioni: una di metodo ed una di merito.
Per quanto attiene al metodo, si è scelto un percorso di confronto che stabilisca, senza fraintendimenti, gli aspetti ai quali porre mano, i quali vengono a valle del primo: il modo con cui suddividere il fondo di cui all’art. 15. È parere dell’Amministrazione che i fondi debbano rispettare il principio di “equità”, preservando le fasce più deboli, e garantire la valorizzazione del merito professionale (specialità, professionalità, profili professionali che meritano un’attenzione maggiore).
Stabilita la “piattaforma”, ovvero i contenuti riformistici che si vogliono vedere all’interno dei decreti correttivi ed integrativi, se ne deve verificare la sostenibilità economica e finanziaria. Infatti, bisognerà determinare per ogni argomento della piattaforma il quantum di copertura finanziaria e lavorare con i fondi di cui si ha la certezza.
Per quanto attiene il merito, testo alla mano, il CD ha confermato la disponibilità sul fondo per il 2017 di 56 M, con decorrenza 01/10/2017 e di 19.3 M – provenienti dal cosiddetto “emendamento Fiano” – con decorrenza 01/01/2017; dal 2018 la disponibilità totale è di 103 M.

Qui trovate lo specchio riepilogativo, desumibile dalla lettura dei testi, delle risorse disponibili, pervenuto in data odierna. Si rammenta che i fondi dal 2018 sono da intendersi “strutturali”.

Dei 56 M per il 2017, in ragione di 16.3 M sono destinati all’una tantum di 350 € lordi pro-capite sostitutiva, fino al 31/12/2017, del contributo straordinario (80 €) che cessa il 30/09/2017.
Quindi le risorse da ripartire sono 19.3 M decorrenza 01/01/207 e 39.7 M decorrenza 01/10/2017, per un totale di 59 M.
Per quanto attiene i fondi a decorrere dal 2018, al netto degli oneri indiretti, ammontano a 103 M.
Una valutazione economica fatta dall’Amministrazione dice che per “stabilizzare” gli 80 €, che quindi diventano parte del reddito imponibile, occorrono 64 M; percorrendo questa ipotesi, rimarrebbero quindi 39 M per “tutte” le riforme ordinamentali.

Se invece della stabilizzazione degli 80 € – ha continuato il Capo Dipartimento –  si optasse per l’assegno di specificità, con lo stesso cadenzario delle FF.OO. (15, 22 e 28 anni), da un lato si valorizzerebbero  le professionalità più mature, dall’altro verrebbero però tagliati fuori i più giovani (circa 10.000 VF). Anche se, in quest’ultima ipotesi si potrebbe integrare con il contratto.
Infatti, ha ricordato il Capo Dipartimento, occorre guardare parallelamente al tavolo contrattuale che a breve si aprirà con Funzione Pubblica. Occorre che i due tavoli siano messi in comunicazione e qualcosa, soprattutto relativo agli istituti stipendiali, venga demandato a quel tavolo.

Nel giro di tavolo successivo, non si è registrata una precisa unità di intenti, anche fra i generalisti.Sinteticamente si sono registrate tre diverse posizioni:
1) 64 M per stabilizzazione 80€ + assegno di specificità + quel che resta (molto poco a parere della scrivente O.S) sul riordino;
2) 64 M per stabilizzazione 80€ + 39 M sul riordino
3) 33 M per stabilizzazione di circa 40€, da integrare poi al tavolo del contratto, + assegno di specificità + quel che resta (almeno 30 M) sul riordino.
Per quanto attiene il personale direttivo, visto che dal “fondone” è escluso il personale dirigente, abbiamo registrato positivamente il fatto che anche le altre OO.SS. abbiano sostenuto i posti funzione e la valorizzazione per il personale direttivo, verso i quali anche il Capo Dipartimento ha espresso il proprio intendimento, ricordando a tutt che già nella versione del 2006 del D.Lgs. 139 si parlasse dei Distretti, come articolazioni territoriali sub-provinciali, a capo delle quali mettere un direttivo. Quello che ora avviene con i commissariati di “zona” nei confronti delle questure.

Nel nostro intervento non siamo stati preclusivi nei confronti della stabilizzazione degli 80€, anche se abbiamo evidenziato che una si tratta di una cifra non “parametrizzata” e quindi, in questa prima suddivisione, il personale direttivo è maggiormente penalizzato da un’attribuzione percentuale inferiore rispetto gli altri.
Nei restanti 39 M, va però individuata la quota parte che consenta di ottenere la valorizzazione della categoria mediante una struttura di retribuzione simil-dirigenziale e il riconoscimento dell’anzianità di servizio mediante idonei scatti convenzionali (13/23).Per fare tutto questo si può operare anche mediante una migliore suddivisione dei soldi del fondo di produttività, legandola sia alla funzione (tipo di posto funzione, tipologia di sede, etc) sia al risultato.
In questi giorni stiamo elaborando una proposta con un calcolo di massima dell’impegno economico necessario per avere la copertura finanziaria, che recapiteremo all’Amministrazione al più presto.
La riunione si è quindi aggiornata al 5 aprile alle 16.00, a valle dell’incontro con il Ministro Minniti, previsto per le 12.30, durante la quale l’Amministrazione porterà una sua proposta da analizzare.

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

Prospetto di riepilogo

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feb 212017
 

Cari Colleghi,
in attesa di sentire cosa ha da dirci domani, nella riunione delle 17:00, l’Amministrazione, rappresentata dal sig. Sottosegretario Bocci, oggi assieme alla rappresentanza Dirigenti e Direttivi della CGIL abbiamo scritto al presidente del Consiglio dei Ministri e alla Funzione Pubblica, nonchè a Camera e Senato, per denunciare il fallimento della pseudo riforma del Corpo Nazionale.
Il Dipartimento dei Vigli del fuoco ha avuto 18 mesi di tempo (è stata anche chiesta una proroga di 6 mesi!!) per consegnare a Funzione Pubblica il progetto di riforma del Corpo.
Dopo 6 mesi, a gennaio dello scorso anno, eravamo a buon punto, con una proposta dell’Amministrazione condivisa per grandi linee dalle OO.SS. e che vi allego alla presente per pronta memoria (sintesi modifiche 139 e sintesi modifiche 217).
Se leggete, in quelle “sintesi” c’era un po’ di tutto, ma soprattutto la valorizzazione di tutto il personale VVF: la semplificazione dei procedimenti, il riordino delle carriere (ruolo aeronaviganti, dirigenza amministrativa ed informatica, tempo di lavoro per i direttivi, tutto il personale laureato nel ruolo dei direttivi, etc), la maggior tutela del personale (art. 134 esteso ai direttivi, ruolo d’onore).
Poi 12 mesi di inspiegabile silenzio fino alle bozze dei primi di febbraio di quest’anno, dove parte delle cose concordate erano “sparite” – preciso, pur avendo chiesto più e più volte il perchè, la mia domanda non è stata degna di alcuna risposta – ed “altre” erano state subdolamente infilate all’interno dell’articolato, come in un pericoloso gioco del trova la parola “Corpo” e sostituisci con “Dipartimento”.
Qual’è stata allora la fantastica soluzione che l’Amministrazione ha trovato, con l’appoggio delle principali OO.SS. generaliste – anche di quelle che della dirigenza amministrativa avevano fatto il proprio vessillo?
Lo avete potuto leggere nelle bozze che ci sono state consegnate il 14 febbraio, ovvero: indietro tutta!! si torna NON al documento condiviso di gennaio 2016 (frutto anche di lunghe ed impegnative discussioni), ma a quello del 2005, che da un decennio tutti aspettavamo di modifciare concretamente, operando una semplice “romanella” – una ripulita veloce – giusto per giustificare l’ingresso dei colleghi exCFS e la ripartizione dei “fondi”, la cui assegnazione ha obnubilato la mente dei più….
Quindi niente più riordino delle carriere, niente più tutela del personale, niente più semplicazione!!!
Come Direttivi e Dirigenti del Corpo non possiano non esprimere tutta la nostra indignazione, insoddisfazione ed amarezza per l’occasione mancata e denunciare il fallimento di quanti avevano la responsabilità di condurre al miglior risultato a vantaggio del Corpo e di un servizio pubblico che lo Stato esercita in via esclusiva nei confronti del cittadino.

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

10-17 Funzione Pubblica e Presidenza Consiglio Ministri

11-17 Cariche Istituzionali

Sintesi Modifiche 217

Sintesi Modifiche 139

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feb 132017
 
Cari colleghi,
Con la giornata di venerdì 11 si è concluso il II atto di questa pièce, cominciata lo scorso 8 febbraio con la riunione con il Ministro Minniti e che vedrà il suo atto finale nella giornata di lunedì 13, quando l’Amministrazione consegnerà alla Funzione Pubblica il testo finale dei due documenti.
Nelle ultime 48 ore, l’Amministrazione ha cercato di perseguire l’ambizioso progetto di predisporre la riforma del Corpo, modificandone i due documenti cardine: il primo, il D.Lgs. 139/2006 di riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del CNVVF ed il secondo, discendente dal primo, il D.Lgs. 217/2005 di ordinamento del personale del CNVVF.
Il tutto cercando il consenso generale delle OO.SS. rappresentative, per un “sentito sindacale”, dato che dette questioni non sono oggetto di specifico istituto sindacale, come contrattazione, concertazione o consultazione.
E scusate se è poco!
Se la ristrettezza dei tempi non fosse stato un vicolo sufficientemente rigido, l’inserimento di ulteriori variabili ha caratterizzato la discussione di queste giornate.
Variabile 1: il testo di riferimento.
Ritirato per il sig. Ministro; pertanto la discussione avrebbe dovuto essere “aperta”, di carattere generale.
Non presente per il il sig. Sottosegretario, che ha invitato ad individuare 4-5 argomenti su cui centrare la discussione.
Tirato fuori dal cassetto, nella versione trasmessa il 7 febbraio a sera, dal sig. Capo Dipartimento che, realisticamente, l’ha messo sul tavolo di confronto sindacale.
Piccolo aneddoto sulla questione testo: più volte nella discussione si è fatto riferimento ad una precedente versione “luglio 2016″. L’ultima versione trasmessa alle OO.SS. prima di questa tornata, almeno alla scrivente, era gennaio 2016. Su esplicita richiesta al riguardo è stato risposto che le OO.SS. le avevano “comunque” (!); insieme ad AP abbiamo fortemente dissentito. Dalle altre OO.SS., il silenzio.
Variabile 2: i “paletti” fissati dalla egge delega, che si sono avvicinati e allontanati a secondo di chi era l’interlocutore e dell’oggetto della richiesta. Un’anno fa, sui tavoli di confronto sindacale, Amministrazione e OO.SS. avevano concordato sul fatto che bisognasse cogliere l’occasione e cercare di ottenere il massimo dalla riforma (paletti larghi), da una parte mettendo dei correttivi, laddove i decreti, nel corso degli anni, avessero dimostrato delle lacune, delle incongruenze o risultassero superati; dall’altra avendo gli strumenti utili per riconoscere la elevata professionalità e la specificità del personale del Corpo.
Un anno dopo, questi paletti, con la versione del 1º febbraio, sono stati ulteriormente allontanati, allargando gli orizzonti, e quindi: aumento della dotazione organica dei prefetti con il Capo del Corpo prefetto, alloggi del Corpo al personale della carriera prefettizia, sono gli esempi più eclatanti.
Ieri invece, improvvisamente, ci si “ricorda” che la delega di cui alla legge Madia non era Urbi et Orbi, ma ha dei confini ben precisi. Viene presa la norma, viene letta a tutti e viene sancito che gli unici cambiamenti che possono essere fatti sono quelli espressamente dichiarati all’art.8, ovvero “ottimizzazione dell’efficacia delle funzioni del CNVVF, mediante modifiche al D.Lgs. 139/2006 in relazione alle funzioni e ai compiti del personale permanente e volontario del medesimo Corpo e conseguente revisione del D.Lgs. 217/2005, anche con soppressione e modifica dei ruoli e delle qualifiche esistenti ed istituzione di nuovi ed appositi ruoli e qualifiche [...]“.
Come dire, uno scenario di riferimento dinamico nel quale la fattibilità o meno di alcune proposte può cambiare,  a discrezione dell’Amministrazione, nel corso del tempo.
Prima di entrare nel merito, preme informare che il tavolo è stato reso partecipe, da parte dell’interessato, di una iniziativa del Capo del Corpo, sostenuta da tutti i dirigenti generali del Corpo, ovvero una proposta di unificazione del vertice del Corpo nella figura del dirigente generale Capo del Corpo, trasmessa direttamente al sig. Ministro. Proposta, ovviamente, condivisa da questa O.S. che, da sempre, persegue questo obiettivo.
 
Nella discussione sul 139, dopo aver affrontato il tema di volontari, alloggi di servizio (dove si è confermato l’articolato della versione 7 febbraio, allargando alla carriera prefettizia), distretti ed ufficio centrale ispettivo, finalmente è stata affrontata la questione della modifica degli arti. 2-3, ovvero Organizzazione centrale e periferica del Corpo e Capo del Corpo. Sorvoliamo sul fatto che abbiano cercato di propinarci come un aumento delle competenze del Capo, quelle sulla Direzione Centrale per le risorse Finanziarie, scippate nella precedente stesura del 1º febbraio (per eccesso di delega) ed ora ripristinate, e la mirabile lettera h) del comma 1 che la maggioranza del tavolo, non noi, ha voluto modificare da “mobilità del personale del Corpo”, che in certo senso riecheggiava le competenze del”ufficio Organizzazione centrale e periferica che, ai tempi della D.G.S.A., era sotto l’Ispettore generale capo, in “movimentazione del personale del Corpo”… Cioè quello che da anni già viene svolta dallo stesso!!
Quando abbiamo richiesto di modificare l’art. 3 indicando che il Capo del Corpo deve coordinare tutte le strutture del Corpo come definite all’art.2, centrali (direzioni ed uffici centrali) e periferiche (comandi e direzioni regionali), ci è stato fatto notare che non era compreso nei “paletti”, improvvisamente ristrettisi, della legge delega. 
Nota di colore: abbiamo chiesto che, come già concordato lo scorso anno, le direzioni regionali si chiamassero semplicemente dei vigili del fuoco, cassando “del soccorso pubblico e della difesa civile”, visto che sono uffici territoriali del corpo (art. 2) e non del dipartimento (il fatto che ora si chiamino così non è, a parere della scrivente OS, motivo ostativo per la ridenominazione, visto che eravamo lì proprio per aggiustare il decreto). Ci è stato negato, motivando con il fatto che, essendo il Direttore diventato funzionario delegato di “una sorta di centrale unica di acquisto regionale” che ricorda quella del Dipartimento (ma non era del Corpo?), allora “le Direzioni ricordano il Dipartimento”. Speriamo che non sia prodromico di una gestione “bicefala” (cit.) anche per le direzioni!
Su questi due articoli, art.2 e art. 3, comunque il tavolo si è spaccato, nonostante un primo tentativo dell’Amministrazione di dire che c’era un “generale consenso”. La posizione a favore di un unico vertice del Corpo, coincidente con il Capo del Corpo è stata portata avanti dalla Cgil, SindirVVF, APVVF e DirstatVVf. Le altre sigle, anche se c’è chi ha condiviso in toto i contenuti della lettera del capo del corpo al Ministro, si sono trincerate dietro i “paletti” della legge delega.
 
La discussione sul 217, con i suoi 175 articoli, ha avuto invece del mirabolante. È stato scartata, per ovvi motivi, la possibilità di esaminarlo articolo per articolo, che peraltro è l’unico modo per affrontare seriamente la modifica di un testo così complesso e con delle ricadute fortissime su tutto il personale.
Il giro di tavolo ha trovato una posizione quasi unanime delle OO.SS non di categoria, ovvero mantenere l’articolato attualmente vigente (2005) e limitarsi a fare strettamente quelle modifiche che ci permettono di dire che abbiamo dato attuazione alla delega e quindi poter accedere ai fondi (e fondoni) connessi.
Significando in tal senso rinunciare a tutte quelle “innovazioni” introdotte nella bozza condivisa, finalizzate al miglioramento e alla valorizzazione di tutto il personale del Corpo.
Questa OS, non potendo procedere ad una disamina dell’articolato, che risultava rimaneggiato, ha deciso di rigettare per intero il nuovo testo, manifestando però tutto il dispiacere per aver perso la prima vera occasione che si presentava dopo 10 anni per rimettere mano all’ordinamento del Corpo, negando così la possibilità di crescita professionale a tutto il personale del Corpo.
Di contro però, abbiamo anche preso le distanze dalla proposta del tavolo di mantenere in piedi il vigente 217 per modificarne solo alcuni articoli. Soprattutto in quanto sono rimaste inevase le richieste avanzate da questa OS in merito ai posti funzione per il personale direttivo con il connesso istituto del tempo di lavoro e in merito all’equiparazione economica, previdenziale e giuridica alle forze di polizia per il personale direttivo e dirigente.
Per dovere di cronaca: nel giro di tavolo sul 217, le OO.SS. generaliste, andando molto fuori i paletti della delega, hanno dichiarato la necessità che i direttivi “rientrino” nel comparto attualmente non direttivo non dirigente, in quanto solo così potranno finalmente avere risposta alle loro istanze…
 
In conclusione di serata, l’Amministrazione ha comunicato che durante il fine settimana avrebbe lavorato sui testi dei documenti da portare lunedì mattina in Funzione Pubblica, recependo anche i contributi del tavolo, ma riservandosi di introdurre discrezionalmente, soprattutto per quanto riguarda il 217, alcune delle innovazioni introdotte nel nuovo testo, a titolo esemplificativo la dirigenza amministrativa (cit.).
 
Il nuovo testo verrà presentato alle OO.SS. il prossimo lunedì mattina (13), prima della consegna dei testi alla funzione pubblica. 
 
Facendo una breve sintesi, il comportamento adottato dall’Amministrazione, nell’emanazione delle proposte di riforma ordinamentale del Corpo, evidentemente non ha permesso il coretto confronto sindacale su testi normativi così importante complessi, da cui dipende l’organizzazione e il funzionamento della struttura tecnico operativa deputata a fare soccorso per la cittadinanza.
Ciò nonostante abbiamo assicurato, anche con grande difficoltà personali, la presenza a questo tavolo improvvisato, cercando di studiare i testi per poter dare un apporto costruttivo e richiedere, di contro, risposte da parte dell’Amministrazione che, purtroppo o non sono arrivate o sono state un netto diniego.
Pertanto, abbiamo lasciato in consegna all’Amministrazione le 3 istanze ( istanza 1, istanza 2, istanza 3), con la condivisione di altre organizzazioni sindacali di categoria, chiedendone il recepimento ufficiale.
Lunedì scopriremo con quali ulteriori sorprese l’Amministrazione saprà meravigliarci e, se del caso, questa OS si riserva di assumere tutte le iniziative conseguenti, sensibilizzando il mondo politico, sociale e dei media per evidenziare quanto sta accadendo all’interno delle stanze del Ministero, mentre il Corpo è impegnato a fronteggiare le emergenze.
 

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

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feb 102017
 
Cari Colleghi,

oggi (9 febbraio) si è riaperto il tavolo di confronto sindacale fra Amministrazione e OO.SS., presieduto dal Sottosegretario Bocci.
Il taglio che è stato dato da subito alla discussione è il seguente:
- Non c’è un testo su cui discutere (!) perché i testi erano stati ritirati dal sig. Ministro la sera dl 07/02; ipotesi questa forzatamente portata avanti nella mattinata e poi, finalmente, sconfessata dal Capo Dipartimento che ha ammesso che il testo di riferimento erano proprio le due bozze pervenute il 7 sera.
- L’utilizzo della legge delega esclusivamente per aumentare il potere di acquisto dei lavoratori.
- Occorre focalizzarsi su 4-5 punti importanti da discutere e su cui trovare una condivisione; praticamente i punti relativi al riordino delle carriere che giustifichino, agli occhi del MEF e della Funzione Pubblica, lo stanziamento dei 50 milioni
La tabella di marcia è stata la seguente:
- oggi e domani dedicati alla discussione e ad una condivisione di massima;
- week end di riflessione durante il quale l’Amministrazione, accogliendo o meno le osservazioni delle OO.SS., procederà alla stesura finale dei documenti;
- lunedì mattina ulteriore incontro con le OO.SS. per un’ultimo scambio di opinioni;
- lunedì pomeriggio consegna dei documenti a Palazzo Vidoni.

Praticamente, la riforma ordinamentale che tutti noi stiamo aspettando da oltre 10 anni e che avrebbe dovuto sanare le incongruenze dei vecchi articolati, la riforma il cui scopo più volte sbandierato era il giusto riconoscimento del Corpo e di tutte le professionalità presenti al suo interno, si è ridotta alla mera distribuzione a pioggia a tutto il personale dei fondi assegnati… “tanto è quello che interessa ai pompieri” (ipse dixit).
E l’ordinamento del Corpo dove sta? la struttura, le funzioni, l’organizzazione, il ruolo del Capo del Corpo?
Non interessano a nessuno!
La preoccupazione dell’Amministrazione e di parte delle OO.SS. era tutta volta a non perdere di vista l’obiettivo, ovvero “non mettere in pericolo lo stanziamento dei fondi”!!
Il fatto che “qualcuno”, non si sa bene chi perché nessuno se ne è assunto la paternità, abbia volutamente rimaneggiato le bozze su cui lo scorso anno si era raggiunta una condivisione di massima, in gran segreto e senza coinvolgere i vertici del Corpo e le OO.SS., beh! neanche questo interessa a nessuno!
La tabella di marcia poi…. 18 mesi di tempi e l’Amministrazione si è ridotta a renderci partecipi nelle ultime 96 ore di tempo disponibili. Ogni ulteriore commento su questo aspetto è inutile!

Entrando nel merito della discussione, riportiamo per giusta informazione che dai primi calcoli che la DCRF sta producendo, nell’ipotesi portata avanti oggi, ovvero di distribuzione a pioggia del cosiddetto “fondone”, al personale del ruolo direttivo dovrebbero venire in tasca circa 118,00€ mensili netti, come incremento della “indennità di rischio” cui vanno aggiunti, per il 2017, gli 80€ che oggi hanno confermato aver ripristinato anche per i vigili del fuoco, a partire dal 1° gennaio.

Invece, nei 4 giri di tavolo che abbiamo fatto complessivamente fra ieri ed oggi, nessuna delle richieste che questa O.S. ha portato avanti, dopo aver studiato i testi in modo da poter dare un apporto costruttivo alla discussione e che avevamo già inserito nel documento di ieri, ha trovato risposta!
Nessuna risposta sul ruolo del Capo del Corpo, nessuna sul tempo di lavoro e posti funzione, nessuna sul 13/23.
Su quest’ultimo aspetto, mi preme evidenziare il gelo dell’Amministrazione e delle OO.SS. non di categoria, quando abbiamo fatto notare che mai momento come questo sarebbe stato più propizio: poter contemporaneamente mettere mano all’ordinamento ed aver appena ricevuto un considerevole stanziamento! ma ciò avrebbe comportato il ridurre di 7€ l’aumento medio della busta paga del vigile, e si sa….
Praticamente questa riforma ha trovato i soldi per:
- dirigenza amministrativa;
- dirigenza scientifico informatica;
- accorciamento percorso di carriera direttivi amministrativi;
- accorciamento percorso di carriera direttivi scientifico informatici
- ruolo aeronaviganti;
- ruolo direttivo speciale operativo (ulteriore scatto convenzionale dopo 8 anni nel ruolo);
- ruolo direttivo speciale amministrativo (ulteriore scatto convenzionale dopo 8 anni nel ruolo);
- ruolo direttivo speciale scientifico informatico (ulteriore scatto convenzionale dopo 8 anni nel ruolo);
- concorso interno straordinario 30 posti direttivi;
- concorso interno straordinario 15 posti direttivi amministrativi;
- concorso interno straordinario 15 posti direttivi scientifico informatici;
- promozioni a ruolo aperto per CS e CR;
e NULLA per il personale direttivo e dirigente!!

Abbiamo anche fatto un ulteriore proposta: invece di creare un istituto specifico per l’equiparazione alle forze di polizia, di utilizzare l’esistente, di cui all’art. 79 del 217/2005, ovvero lo scatto convenzionale. La proposta prevedeva di ridurre i 16 e i 26 anni, rispettivamente a 13 e 23, cosa fattibile con le riforme in atto, per poi rimpinguare lo scatto, anche perché rientrante specificatamente nel riordino delle carriere. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!!

Per quanto attiene il ruolo del Capo del Corpo, la richiesta che è stata ripetuta al termine della riunione di oggi e che dovrebbe essere ripresa nella mattina di domani è la seguente:
- Il CNVVF è costituito da strutture centrali e territoriali; le strutture centrali sono: Uffici e Direzioni Centrali; le strutture territoriali sono: Comandi Provinciali e Direzioni Regionali/Interregionali dei Vigili del fuoco (senza… del soccorso pubblico e della difesa civile) cui è preposto un dirigente generale del CNVVF (precisazione necessaria!);
- Il Capo del Corpo coordina tutte le strutture del Corpo (centrali e territoriali);
- Il Capo del Corpo risponde direttamente al Ministro per l’attività tecnico-operativa ed interloquisce con il Capo dipartimento della Protezione Civile.

Quanto è accaduto oggi ha però evidenziato che le metodologie adottate dall’Amministrazione non consentono di avere un corretto confronto sindacale su testi normativi importanti e complessi dai quali dipende l’organizzazione ed il funzionamento della struttura operativa che fa soccorso per la cittadinanza.
Quanto è avvenuto oggi non è un “sentito sindacale”; si è fatto leva sul buon senso delle persone per garantire la partecipazione delle OO.SS., con l’unico scopo di dare legittimità ad un documento redatto in gran segreto, forse anche assieme a soggetti sindacali.
Se anche nella giornata di domani le richieste di questa O.S. rimarranno inascoltate, lasceremo le responsabilità dei documenti a chi li emana.

IL SEGRETARIO GENERALE
MARINA MALINCONICO

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