ott 112017
 

Cari Colleghi,
dopo l’incontro con il Sig. Capo Dipartimento lo scorso 28 settembre, non avendo ricevuta alcuna risposta alle istanze rappresentate un quella sede, ieri abbiamo inviato al Sig. Sottosegretario e ai vertici della nostra Amministrazione la nota, per richiamare il nostro rappresentante politico all’impegno assunto con la nostra categoria in occasione della procedura di raffreddamento lo scorso 14 marzo; impegno a seguito del quale venne revocato lo stato di agitazione e che ebbe unconcreto riscontro nel corso degli incontri successivi (tavoli tecnici) tenuti con una certa frequenza fino al maggio di quest’anno.

Se l’Amministrazione continuerà a portare avanti la nuova versione (quella datata 1° settembre), le tre OO.SS. di categoria, congiuntamente, si vedranno costrette ad ostacolare con ogni legittimo mezzo questo cosiddetto progetto di riforma.

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

apr 272017
 

Cari Colleghi,
nel pomeriggio del 27 aprile  si è svolta una nuova riunione del tavolo tecnico sul progetto di riordino e valorizzazione delle carriere del CNVVF.
Dopo un aggiornamento sullo stato dell’arte dell’iter autorizzativo del progetto, che peraltro sta rispettando la tempistica prevista, il Capo Dipartimento ha presentato per punti una piattaforma per l’impiego delle risorse di cui all’art. 15 dell’A.G. 394. La piattaforma prevede questa serie di punti:

1) Conservare il maggior incremento  del contributo straordinario, per un corrispettivo pari a 60€ (in luogo degli attuali 80), uguale per tutti e non parametrizzato. Questa misura è da intendersi come una prima risposta al personale, per un totale di 48M.

2) Collocazione di una parte delle risorse per l’assegno di specificità, a 15, 22 e 28 (30) anni, per un totale di 37M.

Pertanto dei 103M previsti a partire dal 2018, 85 M verrebbero impiegati per una immediata redditività, riservando solo 18M alla riforma delle carriere!

3) Ruolo dei VF: semplificazione del numero delle qualifiche e riduzione di 3 anni, da 15 a 12 anni, per il passaggio a CS;

4) Ruolo dei CS e CR: passaggio a CR a ruolo aperto; comporterà una modifica delle relative dotaizoni organiche;

5) Ruolo degli Ispettori e dei Sostituti Direttori: immediato inquadramento nel ruolo dei direttivi, per il personale in possesso dei requisiti di accesso alla carriera direttiva (laurea magistrale e abilitazione professionale); creazione dei ruoli direttivi speciali.

6) Ruolo dei direttivi: definizione di un numero di posti funzione (pari a circa la metà della dotazione organica) mediante la corresponsione di un assegno di funzione; questi posti possono essere: vice comandante, comandante di distretto (circa una trentina) ed altri posti, mediante l’attribuzione al direttivo di alcune funzioni dirigenziali.

7) Ruolo dei dirigenti: valorizzazione dei primi dirigenti, con 19 PD che diventeranno DS.

8) Previsto un ruolo specialistico per gli aeronaviganti, sommozzatori, nautici e TLC, con la erogazione di una indennità proporzionata a quella delle forze di polizia (50% per i primi, 40% per i secondi e 30% per gli altri due)

9) Definizione dei “ruoli tecnici” per elevare il livello culturale del Corpo e inquadrare il personale sanitario, i ginnico-sportivi e i tecnici di laboratorio (biologici, fisici e chimici)

10) accesso al ruolo dei VF con la scuola media superiore (stesso titolo sarà poi richiesto anche per il passaggio a CS e CR)

11) definizione del ruolo degli ispettori (gli SDAC/SDACE transitano tutti nel ruolo direttivo speciale), articolato su 3 qualifiche e recluctato con laurea breve.

12) direttivi amministrativi e tecnico informatici all’interno del comparto direttivi, ruolo direttivo speciale anche per il personale “sati” e qualche posto da dirigente.

Nel giro di tavolo successivo, la proposta dell’Amministrazione ha incassato il consenso di una gran parte delle OO.SS. presenti e a giorni ci verrà sottoposto un progetto di riforma in linea con questa piattaforma.

Al nostro turno, abbiamo subito evidenziato come la preannunciata inversione dell’approccio metodologico, a conti fatti non è stata perseguita.
Infatti, la proposta odierna ricalca lo schema delle tre proposte esposte durante la riunione dello scorso 5 aprile, lasciando solo qualche milione in più (18M in luogo dei 10-13M delle precedenti) al riordino delle carriere. Peraltro, a parte i primi due punti, il resto della piattaforma non sappiamo quanto costi, anche se la sensazione è quella che non si riescano a mettere in campo tutte le proposte con solo 18M!
Abbiamo ribadito ancora una volta che questo approccio metodologico, in realtà, fa sì che questa riforma, dal punto di vista economico, continui ad assomigliare ad un tavolo contrattuale più che ad uno di riforma ordinamentale.
Per quanto attiene la categoria da noi rappresentata, abbiamo evidenziato come, da questo progetto di riforma, la categoria dei direttivi rimanga ancora penalizzata.
La “stabilizzazione” dei 60€, che assorbe quasi il 50% delle risorse a disposizione, non essendo neanche parametrizzata, incide molto poco e anche gli assegni di specificità non modificano nè valorizzano questo ruolo.
Ma soprattutto abbiamo sottolineato che la vera riforma del personale direttivo è traguardare la figura dirigenziale; ciò si può ottenere solamente smembrando l’attuale ritribuzione legata alla sommatoria di incentivi e costruirne una nuova con una struttura simil-dirigenziale.
A tal fine, stamattina abbiamo inviato all’Amministrazione la nota che trovate in allegato e che abbiamo illustrato nel corso della riunione, con la quale abbiamo trasmesso la nostra proposta, corredata da calcoli di dettaglio, con la quale abbiamo dimostarao che con una diversa distribuzione dei proventi del Fondo di Produttività del personale direttivo, legato alla posizione (posto funzione) e al risultato conseguto in quella posizione, si possono creare i posti funzione per D e DVD. Anche perchè già molte delle attività svolte dai direttivi son caratterizzate da alti livelli di responsabilità, anche di carattere personale.
Si può costruire una nuova struttura stipendiale come parte fissa e parte varibile, in funzione del merito, già ripartendo diversamente le attuali risorse del fondo e incrementando quindi lo stipendio tabellare dopo 13 e 23 anni; quest’ultimo con un costo totale per l’Amministrazione di 7,5M (lordissimo).
Evidentemente, lasciando a disposizione del riordino delle carriere solo 18M, la cifra di 7,5 M appare elevata, ma rapportata ai complessivi 103M rappresentano solo il 7%. Con questa cifra e la costruzione di una prima qualifica dirigenziale al di sotto di quella da Primo Dirigente, per D e DVD, si riesce ad avere una corretta revisione del trattamento economico più consono agli accresciuti compiti e responsabilità del personale direttivo e a costruire loro un reale percorso di carriera.
Abbiamo esortato l’Amministrazione ad essere quindi più “coraggiosa” in questo momento e a non banalizzare il posto funzione (e il relativo “assegno di funzione”) come l’ulteriore emolumento da assommare agli altri incentivi, ma ad attuare invece una reale riforma del ruolo dei direttivi, più diginitosa della professionalità espressa e del ruolo rivestito e che ne distingua  l’operato da quello del restante personale.

La riunione si è aggiornata al prossimo 10 maggio. Restiamo in attesa del progetto dell’Amministrazione

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

20-17 Proposta riordino direttivi

Proposta di retribuzioni dei direttivi per fasce

Proposta di scatto 13-23

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apr 082017
 

Cari Colleghi,

come ben sapete lo scorso 5 aprile si sono tenute due importanti riunioni, in tarda mattinata con il Ministro Minniti e nel pomeriggio la seconda riunione del tavolo tecnico, presieduta dal Capo Dipartimento Frattasi.

Il Ministro ha iniziato la riunione partecipandoci l’avvenuta firma del protocollo di intese fra CNVVF e Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in materia di attività AIB, cui lui ha voluto partecipare personalmente per dare valore al Corpo e trasformare la firma in un evento, sottolineando così l’importanza del Corpo nazionale all’interno del dicastero da lui diretto.

Nel giro di tavolo successivo tutte le OO.SS. hanno esposto le proprie doglianze in merito anche alla esiguità delle risorse assegnateci che non permetterebbero la realizzazione di tutti gli obiettivi di riforma, in particolare di realizzare la perequazione con le forze di polizia.

Per quanto attiene il nostro intervento, che potete leggere nel dettaglio nella nota 15/2017, abbiamo invitato il Ministro ad assicurare con la sua presenza che nell’elaborazione delle misure correttive ed integrative all’A.G. 394, soprattutto in merito alla distribuzione dei fondi ex art. 15, siano soddisfatte le istanze anche delle figure apicali del Corpo, per le quali questa OS aveva anche indetto uno stato di agitazione ed in merito alle quali l’Amministrazione si era assunto un impegno concreto.

L’incontro si è concluso con un forte richiamo politico al senso di realtà del tavolo, ricordando che non si possono superare in pochi giorni le diversità tra comparti, esistenti da 17 anni e che le risorse che sono state destinate alla riforma, se oggi sembrano insufficienti, fino a dicembre erano zero, ovvero autofinanziate con i risparmi di gestione – decurtati del 50% come previsto dalla legge Madia.

L’incontro del pomeriggio, il tavolo tecnico, si è avviato con la firma, da buona parte delle OO.SS., dell’accordo di intenti che l’Amministrazione ci aveva fatto pervenire qualche giorno prima per definire il metodo con cui il tavolo avrebbe lavorato nel prosieguo. Come potete leggere nel documento allegato, questa O.S. ha ritenuto di poterlo firmare in quanto i contenuti, seppur molto generali, sono in linea con quanto da noi richiesto, ovvero che le risorse contenute nell’A.G. 394 siano destinate prioritariamente al riordino delle carriere.

L’Amministrazione ha quindi proceduto ad illustrare 3 possibili modalità di ripartizione dei fondi ex art. 15, sulla scia di alcune delle richieste pervenute dalla precedente seduta del tavolo [Ipotesi 1, Ipotesi 2, Ipotesi 3]

Il principio comune delle tre proposte è quello della distribuzione “a pioggia” di buona parte delle risorse, o con un incremento della indennità di rischio/mensile e/o con un assegno di specificità a 15, 22 e 28 anni, lasciando al finanziamento del riordino delle carriere solo pochi spiccioli (13 Milioni nel migliore dei casi, 5 nel peggiore); oltre al fatto che, due delle tre proposte, ispirandosi al principio della stabilizzazione degli 80€ del contributo straordinario, in ragione di 701€ per tutte le qualifiche, di fatto penalizzano le figure apicali perché non sono parametrizzati agli stipendi.

Nel giro di tavolo, che comunque non ha visto trovare una unità di intenti fra le OO.SS., abbiamo ribadito la posizione che stiamo esprimendo dal primo giorno in cui abbiamo appreso dello stanziamento delle risorse da parte del Governo, ovvero che le stesse debbano andare a finanziare tutte il riordino delle carriere e non impiegarne a tal fine solo una parte residuale che, nella migliore delle ipotesi formulate, è dell’ordine del 10%.

Il Capo Dipartimento, appurato che le proposte formulate non hanno trovato condivisione nella maggioranza del tavolo, ha a questo punto proposto di invertire l’approccio e quindi individuare, all’interno di un elenco di proposte di modifiche ordinamentali, molte delle quali coincidenti con quelle enunciate nell’articolato del gennaio/luglio 2016, quelle che trovano il favore delle OO.SS. e procedere quindi con il finanziamento di quelle e poi distribuire “a pioggia” la parte rimanente.

A parere della scrivente O.S., questo sarebbe dovuto essere il modo di procedere da subito, quindi ci sentiamo di approvare questo nuovo modo di approcciare, in linea con i dettami della legge delega, non essendo ammissibile impiegare le risorse, quando ci vengono assegnate per fare il riordino delle carriere, come se fossero un aumento contrattuale e pretendere invece di fare poi le riforme a costo zero (con i risultati fallimentari che abbiamo avuto in passato) ovvero con il 50% dei già esigui risparmi di gestione.
Dal canto nostro, porteremo anche assieme ad altre OO.SS. di categoria, una proposta ordinamentale e econominca per valorizzare i direttivi del Corpo

Il tutto però dovrà avvenire con un occhio però all’orologio, in quanto entro il 23 maggio devono essere presentate le modalità di ripartizione delle risorse.
Il Segretario Generale
Marina Malinconico

15-17 nota al ministro

Protocollo di intenti

Incrementi-retributivi_-ipotesi 1_5-aprile-2017

Incrementi-retributivi_-ipotesi 2_5-aprile-2017

Incrementi-retributivi_-ipotesi 3_5-aprile-2017

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mar 252017
 
Cari colleghi,
lo scorso 22 marzo si è tenuto il primo incontro del tavolo tecnico di avvio di un confronto sindacale fra Amministrazione e OO.SS. al fine di avere un testo, di misure correttive ed integrative, concordato punto per punto.
Il Capo Dipartimento ha comunicato che, a far data dal 23 marzo, iniziava il ciclo di audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato dell’Atto del Governo n. 394, sottoposto a parere parlamentare (può essere visionato al seguente link per pronto riscontro:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1008009.pdf ).
Un ciclo di audizioni verrà fatto anche dal Consiglio di Stato, il cui Presidente ha costituito una sezione ad hoc, proprio finalizzata ad esprimere i pareri sugli schemi di decreto discendenti dalla legge 124/2015 (Madia)
Per il Capo Dipartimento sono state fissate le audizioni, rispettivamente, il 23 marzo e il 12 aprile.

Il tavolo di confronto aperto ha affrontato prevalentemente le questioni relative alla ripartizione di massima dei fondi di cui all’art. 15 dello schema di decreto. Prevalentemente, in quanto, inevitabilmente, sono state toccate, ma non eviscerate, le questioni relative alle modifiche ordinamentali cui questi fondi sono strettamente collegati.
Infatti, stante la ferma volontà, anche della parte politica dell’Amministrazione, di destinare una parte di questi fondi per soddisfare le esigenze perequative e di “giustizia sociale” nei confronti del personale che perde gli 80€ di contributo straordinario, lo stesso comma 4 dell’art.15 stabilisce che, entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo, è previsto un decreto discendente (DPCM) per individuare le modalità di utilizzazione delle risorse e la quota da destinare ad ulteriori interventi di riordino delle carriere e dei ruoli.

Il Capo Dipartimento ha voluto quindi porre due questioni: una di metodo ed una di merito.
Per quanto attiene al metodo, si è scelto un percorso di confronto che stabilisca, senza fraintendimenti, gli aspetti ai quali porre mano, i quali vengono a valle del primo: il modo con cui suddividere il fondo di cui all’art. 15. È parere dell’Amministrazione che i fondi debbano rispettare il principio di “equità”, preservando le fasce più deboli, e garantire la valorizzazione del merito professionale (specialità, professionalità, profili professionali che meritano un’attenzione maggiore).
Stabilita la “piattaforma”, ovvero i contenuti riformistici che si vogliono vedere all’interno dei decreti correttivi ed integrativi, se ne deve verificare la sostenibilità economica e finanziaria. Infatti, bisognerà determinare per ogni argomento della piattaforma il quantum di copertura finanziaria e lavorare con i fondi di cui si ha la certezza.
Per quanto attiene il merito, testo alla mano, il CD ha confermato la disponibilità sul fondo per il 2017 di 56 M, con decorrenza 01/10/2017 e di 19.3 M – provenienti dal cosiddetto “emendamento Fiano” – con decorrenza 01/01/2017; dal 2018 la disponibilità totale è di 103 M.

Qui trovate lo specchio riepilogativo, desumibile dalla lettura dei testi, delle risorse disponibili, pervenuto in data odierna. Si rammenta che i fondi dal 2018 sono da intendersi “strutturali”.

Dei 56 M per il 2017, in ragione di 16.3 M sono destinati all’una tantum di 350 € lordi pro-capite sostitutiva, fino al 31/12/2017, del contributo straordinario (80 €) che cessa il 30/09/2017.
Quindi le risorse da ripartire sono 19.3 M decorrenza 01/01/207 e 39.7 M decorrenza 01/10/2017, per un totale di 59 M.
Per quanto attiene i fondi a decorrere dal 2018, al netto degli oneri indiretti, ammontano a 103 M.
Una valutazione economica fatta dall’Amministrazione dice che per “stabilizzare” gli 80 €, che quindi diventano parte del reddito imponibile, occorrono 64 M; percorrendo questa ipotesi, rimarrebbero quindi 39 M per “tutte” le riforme ordinamentali.

Se invece della stabilizzazione degli 80 € – ha continuato il Capo Dipartimento –  si optasse per l’assegno di specificità, con lo stesso cadenzario delle FF.OO. (15, 22 e 28 anni), da un lato si valorizzerebbero  le professionalità più mature, dall’altro verrebbero però tagliati fuori i più giovani (circa 10.000 VF). Anche se, in quest’ultima ipotesi si potrebbe integrare con il contratto.
Infatti, ha ricordato il Capo Dipartimento, occorre guardare parallelamente al tavolo contrattuale che a breve si aprirà con Funzione Pubblica. Occorre che i due tavoli siano messi in comunicazione e qualcosa, soprattutto relativo agli istituti stipendiali, venga demandato a quel tavolo.

Nel giro di tavolo successivo, non si è registrata una precisa unità di intenti, anche fra i generalisti.Sinteticamente si sono registrate tre diverse posizioni:
1) 64 M per stabilizzazione 80€ + assegno di specificità + quel che resta (molto poco a parere della scrivente O.S) sul riordino;
2) 64 M per stabilizzazione 80€ + 39 M sul riordino
3) 33 M per stabilizzazione di circa 40€, da integrare poi al tavolo del contratto, + assegno di specificità + quel che resta (almeno 30 M) sul riordino.
Per quanto attiene il personale direttivo, visto che dal “fondone” è escluso il personale dirigente, abbiamo registrato positivamente il fatto che anche le altre OO.SS. abbiano sostenuto i posti funzione e la valorizzazione per il personale direttivo, verso i quali anche il Capo Dipartimento ha espresso il proprio intendimento, ricordando a tutt che già nella versione del 2006 del D.Lgs. 139 si parlasse dei Distretti, come articolazioni territoriali sub-provinciali, a capo delle quali mettere un direttivo. Quello che ora avviene con i commissariati di “zona” nei confronti delle questure.

Nel nostro intervento non siamo stati preclusivi nei confronti della stabilizzazione degli 80€, anche se abbiamo evidenziato che una si tratta di una cifra non “parametrizzata” e quindi, in questa prima suddivisione, il personale direttivo è maggiormente penalizzato da un’attribuzione percentuale inferiore rispetto gli altri.
Nei restanti 39 M, va però individuata la quota parte che consenta di ottenere la valorizzazione della categoria mediante una struttura di retribuzione simil-dirigenziale e il riconoscimento dell’anzianità di servizio mediante idonei scatti convenzionali (13/23).Per fare tutto questo si può operare anche mediante una migliore suddivisione dei soldi del fondo di produttività, legandola sia alla funzione (tipo di posto funzione, tipologia di sede, etc) sia al risultato.
In questi giorni stiamo elaborando una proposta con un calcolo di massima dell’impegno economico necessario per avere la copertura finanziaria, che recapiteremo all’Amministrazione al più presto.
La riunione si è quindi aggiornata al 5 aprile alle 16.00, a valle dell’incontro con il Ministro Minniti, previsto per le 12.30, durante la quale l’Amministrazione porterà una sua proposta da analizzare.

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

Prospetto di riepilogo

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lug 012016
 

Cari colleghi,

Per incarico del Presidente della I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni) della Camera dei deputati, Andrea Mazziotti di Celso, d’intesa con il Presidente della IV Commissione (Difesa), Francesco Saverio Garofani, le Commissioni riunite I e IV hanno avviato l’esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato (Atto n. 306 – scaricabili dal sito www.sindirvvf.it ai link sotto riportati)

Le Commissioni hanno convenuto sull’opportunità di procedere ad un breve ciclo di audizioni informali sul provvedimento in oggetto al fine di acquisire utili elementi di conoscenza e di valutazione.

Nella giornata del 30 giugno 2016, ha avuto luogo l’audizione -informale- di rappresentanti delle organizzazioni sindacali interessate dal provvedimento.

Nel merito, la nostra O.S. ha trasmesso la memoria scritta che trovate in allegato, nella quale abbiamo evidenziato due aspetti molto importanti che meritano la necessaria attenzione ed il successivo impegno della classe politica.

Cordiali saluti

La Segreteria

AG 306_ testo          http://www.sindirvvf.it/blog/?attachment_id=1447

ITER.pdf                   http://www.sindirvvf.it/blog/?attachment_id=1446

SindirVVF-Memoria   http://www.sindirvvf.it/blog/?attachment_id=1445

SI.N.DIR.VVF -
Sindacato dei Direttivi e Dirigenti del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco -
PEC: presidenza@pec.sindirvvf.it -
e-mail: info@sindirvvf.it

 

mag 112016
 

Cari Colleghi,
nella mattinata del 09 maggio u.s., le OO.SS. dei Vigili del fuoco, assieme a rappresentanti delle associazioni dei volontari, dei discontinui, degli ‘idonei 814′ e altri, sono stati ricevuti presso la Direzione Nazionale del PD, dall’On. Emanuele Fiano, nel suo ruolo di responsabile della Sicurezza in Segretaria Nazionale.
oggetto dell’incontro è stato l’imminente esercizio della delega contenuta nella legge n. 124 del 2015 – che all’articolo 8, comma 1, lettera a) ha previsto l’adozione di modifiche al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, in relazione alle funzioni e ai compiti del personale permanente e volontario del Corpo dei vigili del fuoco e la conseguente revisione del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, anche con soppressione e modifica dei ruoli e delle qualifiche esistenti ed eventuale istituzione di nuovi appositi ruoli e qualifiche.

Dopo una breve introduzione, nella quale l’on. Fiano ha siegato l’intento di questo metodo di lavoro che vede la convocazione dei Vigili del fuoco separata da quella della Polizia (che non era successo nel passato), proprio per dare un segnale al Governo di specificità del Corpo, ha voluto fare un giro di tavolo per sentire quali fossero le tematiche sulle quali, in sede di parere parlamentare sui documenti di revisione dei citati decreti legislativi, eventualmente poter intervenire.
Questa O.S. oltre a ribadire velocemente i punti salienti già evidenziati sia al Sottosegretario Bocci, sia al Ministro Alfano, nei pochi minuti a disposizione si è soffermata sulla necessità, ormai imprescindibile, di attuare quanto prima i provvedimenti necessari affinché siano avviati, per gli appartamenti a tutto il personale operativo del corpo nazionale dei vigili del fuoco, i processi di perequazione alle indennità riconosciuta dalla normativa vigente al comparto sicurezza e difesa, al fine di una tendenziale equiparazione tra le stesse.

Problema che ora è quanto mai sentito, anche in virtù della citata L. n. 124 del 2015 (legge Madia) e dei conseguenti decreti attuativi che prevedono anche il trasferimento di alcune delle competenze del Corpo Forestale dello Stato al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
Alla luce di questo conferimento di deleghe, una parte del personale del Corpo Forestale dello Stato, corpo di polizia appartenente al comparto sicurezza, deve essere integrato all’interno dei ruoli operativi del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Ciò comporterà una duplicità di problematiche: la prima è che il personale del Corpo Forestale dello Stato, potendo scegliere presso quale forza di polizia transitare, pondererà la sua scelta anche in funzione dell’ordinamento della carriera e della tutela economica, pensionistica e previdenziale, con il rischio concreto che non transitino verso il corpo nazionale le professionalità, con le relative conoscenze e bagaglio di esperienze, necessarie al corretto svolgimento delle competenze di nuova attribuzione. La seconda è la sperequazione economica che sicuramente si verrà a creare tra il personale pari qualifica, chiamato a svolgere la stessa tipologia di lavoro, ma proveniente da due diversi Corpi.
Al termine del giro di tavolo, l’on. Fiano ha individuato le tematiche su cui cercherà di impegnarsi:
- Dare un contributo economico, con ricaduta previdenziale, alla specificità; ciò non ha valore di mera rendicontazione, ma fa parte di una visione strategica generale.
- Unificazione del vertice del Corpo, anche questo in chiave di visione strategica.
- Studiare normativamente lo status dei volontari e che tipo di contenuto dare a questo status (es. equiparazione a volontari di protezione civile); anche il modello “onlus” va approfondito.
- In merito agli aspetti relativi ai concorsi, ovvero cosa succede agli idonei non assunti, sono da guardare con attenzione, parallelamente alla giurisprudenza, per evitare il rischio di rilievi costituzionali.
- meritocrazia nelle progressioni in carriera.
Poiché, attualmente, non si è in possesso della stesura finale dei due provvedimenti, ancora in mano all’amministrazione, l’on. Fiano ha proposto un successivo incontro nel quale discutere sui testi finali una volta acquisiti per il parere del parlamento.
Assieme alla nota 11-16, sono state consegnate all’on. Fiano per una completezza di informazioni, anche copie delle note che questa O.S. aveva già inviato all’Amministrazione in merito alle bozze di lavoro delle revisioni del D.Lgs. 139/2006 e D.Lgs. 217/2005.
Il Segretario Generale
Marina Malinconico
gen 282016
 
Cari Colleghi,
lo scorso 26 gennaio si è tenuta la riunione conclusiva del confronto sindacale sulla bozza di revisione del D.Lgs. 139/2006 e sulla “1° fase” di revisione del D.Lgs. 217/2005.
Si parla di prima fase, in quanto, per quanto attiene il D.Lgs. 217, come ci era stato anticipato nel corso della riunione dello scorso 17 dicembre, la nostra Amministrazione, assieme al Ministero della Funzione Pubblica, ha assunto la decisione di procedere non con l’emanazione di un solo provvedimento bensì di 2, forse 3.
Il primo provvedimento è relativo a tutte le tematiche meno complesse e dal “contenuto” impatto economico, da poter affrontare e discutere all’interno della nostra Amministrazione senza necessità del confronto con il Ministero della Funzione Pubblica e il MEF. Il secondo ed il terzo provvedimento, di maggior impatto economico, richiedono tempi un po’ più lunghi ed il confronto con i competenti Ministeri.
 
In realtà, come abbiamo appreso nel corso dell’ultima riunione, la spesa “contenuta” si dovrebbe aggirare intorno ai 7 milioni (la scorsa volta si era parlato di cifre più basse, intorno ai 2-3 milioni); d’altronde provvedimenti come l’introduzione della decorrenza giuridica come decorrenza per le promozioni a CS e CR, il transito dei funzionari amministrativi e tecnico-informatici nel ruolo dei direttivi con un accorciamento del percorso di carriera dai 16 anni del vecchio decreto ai 7 anni e 6 mesi dell’attuale, la dirigenza amministrativa, il passaggio a SDAC dei 50 IAE (ex ATA), comportano necessariamente un notevole impegno economico.
Fondi che o sono stati già trovati o che bisognerà trovare.
 
In merito al reperimento, invece, dei fondi per il riconoscimento di perequazione del trattamento stipendiale e previdenziale dei direttivi e dei dirigenti con quello delle altre forze operative, militari e del comparto sicurezza (13/23), il Sottosegretario ci ha dato “una speranzina” circa il reperimento dei fondi anche per questo istituto che dovrebbe essere oggetto del secondo provvedimento (2° fase) e che è stato richiesto dalla maggioranza del tavolo, anche se con qualche “sub condicione” da parte di quelle OO.SS. che rappresentano entrambi i comparti.
Permane comunque da parte di SindirVVF, APVVF e DirstatVVF la raccolta firme per la Petizione al Parlamento.
 
Pur riscontrando che le bozze proposte hanno recepito buona parte delle osservazioni che questa O.S. aveva manifestato (istituzione del tempo di lavoro, estensione al personale direttivo delle norme relative alla temporanea inidoneità operativa, estensione anche ai Direttori delle funzioni vicarie, ruolo direttivo speciale come apicale dell’altro comparto, concorso interno per accedere al ruolo direttivo per chi è in possesso di laurea magistrale ed abilitazione), restano ancora da dirimere alcune importanti questioni:
- regolamentare le attività ispettive nei luoghi di lavoro da parte dei funzionari;
- eliminare da una norma i rango superiore, come un D.lgs, la rotazione degli incarichi di vicario del dirigente ogni 10 anni;
- percorso di carriera inteso come crescita professionale, con evidenza degli incarichi diversi e delle relative responsabilità assunte;
- reperimento fondi per il riconoscimento di perequazione del trattamento stipendiale e previdenziale dei direttivi e dei dirigenti;
- ruolo dei direttivi e dei dirigenti all’interno del settore aeronavigante.
Queste ed altre osservazioni di natura più tecnica all’interno del documento allegato e trasmesso all’Amministrazione.
 
In merito ai concorsi interni, questa O.S. ha evidenziato che, come fatto nella versione del 2005, oltre al concorso riservato al personale inquadrato nel ruolo dei
direttivi in ruolo speciale a esaurimento (ex SDACE), in possesso del titolo di studio e del titolo abilitativo possa esserne fatto uno anche per il personale proveniente dal ruolo operativo, con almeno 7 anni di anzianità.
gen 192016
 
Cari Colleghi,
in data 19 gennaio tutte le OO.SS. rappresentative per il CNVVF sono state convocate dal neo Direttore Centrale per le Risorse Umane, pref. Giovanni Bruno.
Dopo una breve presentazione in cui il prefetto, che ha evidenziato come nel suo precedente ruolo in “periferia” abbia avuto modo di conoscere ed apprezzare il Corpo, ha manifestato tutta la sua volontà nell’affrontare e risolvere le varie problematiche che afferiscono all’ufficio del Personale, prime fra tutte le mobilità dovute alle varie leggi speciali, è stato fatto il consueto giro di tavolo.
Al nostro turno, è stato illustrato al prefetto lo status quo dell’equiparazione economica ai corpi di polizia per il personale direttivo e dirigente del Corpo, cd. 13/23, per evidenziare come, alla luce anche degli ultimi emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 che hanno conferito questo riconoscimento ai direttivi della Polizia Penitenziaria, il nostro si a rimasto l’ultimo Corpo a cui non viene riconosciuta questa equiparazione. Gli è stato manifestato il disagio della categoria sotto tutta una serie di punti:
- mancata progressione di carriera;
- mancata equiparazione economica;
- grave carenza di organico che comporta extra lavoro per tutti i colleghi e grosse problematiche ai comandanti, soprattutto da Firenze in su;
- ritardo nell’emanazione dei concorsi (10 anni sono passati fra un concorso e l’altro)
- assenza di mobilità del personale direttivo da 5 anni (ultima immissione in ruolo 30/12/2010);
- ricorso spropositato alle “assegnazioni temporanee” ex art.43 DPR 64/2012, soprattutto dalla periferia verso il centro;
- criteri di valutazione del personale obsoleti, che premiamo i colleghi che lavorano meno per l’ufficio e più per il fascicolo; mancata valutazione oggettiva della performance in quanto non vengono assegnati degli obiettivi come sarebbe invece opportuno per dei “vice-dirigenti”; peso eccessivo del “discrezionale”;
- mancanza di definizione dei ruoli all’interno delle strutture che differenzi il lavoro fatto dagli ispettori, da quello svolto dai sostituiti direttore e da quello svolto dai direttivi.
In questa riunione, peraltro di semplice presentazione, però è venuto fuori dal tavolo una questione che lascia molto molto perplesse le scriventi OO.SS.
Quando hanno parlato i rappresentanti delle OO.SS. di UIL, CGIL e CISL per la componente dirgenti e direttivi (rappresentati a questo tavolo dalle segreterie generali), tutte e 3 queste sigle hanno espresso il desiderio che si faccia un passo indietro e si riporti il personale del ruolo direttivo nell’attuale comparto del personale non dirigente e non direttivo.
Ovviamente queste OO.SS. sono completamente contrarie ad una simile ipotesi che rappresenterebbe la fine della categoria dei direttivi la cui voce si è iniziata a sentire proprio da 10 anni a questa parte, dopo che la 252/2004 ha portato la componente direttiva accanto a quella dei dirigenti e grazie a quelle OO.SS. che si sono impegnate nella tutela degli interessi di tutta la categoria, non dei singoli individui.
Le Segreterie SindirVVF e DirstatVVF
nov 052015
 

Cari Colleghi,
ieri sera si è tenuta la prima riunione in merito alle modifiche al D.Lgs. 139/2006 di cui alla legge 7 agosto 2015, n. 124 (cd. legge Madia) recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazione.
L’occasione è servita anche a dare una prima informativa su altri due temi importanti: il passaggio delle competenze sull’antincendio boschivo del CFS al CNVVF e il dispositivo di soccorso in occasione dell’imminente Giubileo.
Il Capo Dipartimento, pref. Musolino, dopo che è stato distribuito il documento che trovate allegato, ha dato informazioni alle OO.SS. in merito alle modalità con cui si ha intenzione di procedere, affinchè il nuovo testo venga approvato entro i termini previsti.
In particolare, il Dipartimento ha istituito un GdL che ha lavorato, tenendo conto anche dei contributi delle OO.SS. già pervenuti, producendo il documento trasmesso che è da considerarsi esclusivamente uno strumento di lavoro per permettere alle OO.SS. di poter appuntare articolo per articolo le proprie considerazioni.
È una griglia a maglie molto larghe sulla quale l’Amministrazione si aspetta un contributo da parte delle OO.SS. molto di dettaglio.
La tempistica però è strettissima: entro il 1º dicembre occorre avere una bozza condivisa da sottoporre poi ai diversi passaggi istituzionali.
Anche il Capo del Corpo. ing. Giomi, ha preso la parola per ribadire alcuni concetti evidenziati dal Capo Dipartimento, evitando di entrare nel merito del testo che le OO.SS. non avevano acncora avuto modo di leggere. Il lavoro è stato fatto in fasi successive, con tutte le componenti tecniche ed amministrative del Corpo nazionale e del Dipartimento. Sono due le parole nel decreto Madia, l’efficacia e l’efficienza del CNVVF, che hanno condotto alle modifiche poi proposte, il cui intento è mettere in risalto, all’esterno della nostra struttura, le peculiarità del Corpo in ambito di soccorso tecnico urgente e di protezione civile. Di fatto sono state eliminate tutte le ridondanze e sovrapposizioni presenti nel testo vigente, al fine di semplificare il piu possibile.
Nel giro di tavola che ne è seguito, in particolare per il comparto dei Direttivi e Dirigenti, sono state quasi unanimi le richieste fatte all’Amministrazione, ovviamente di carattere generale e non di merito, non avendo potuto ancora riscontrare il testo modificato.
Nel nostro intervento abbiamo ribadito la necessità che si compia un percorso congiunto per le modifiche sia del 139/2006 sia del 217/2005; in particolare è necessario che siano salvaguardati i percorsi di carriera, auspicando che questa sia finalmente l’occasione per introdurre, per il personale direttivo che abbia prestato servizio senza demerito per 13 anni, l’attribuzione dello stipendio spettante al primo dirigente e agli stessi e ai primi dirigenti che abbiano prestato servizio senza demerito per 23 anni, l’attribuzione dello stipendio spettante al dirigente superiore; anche alla luce del prossimo ingresso del personale proveniente dal CFS a cui già viene riconosciuto.
Altro tema importante è la problematica relativa al personale direttivo e dirigente inabile al servizio, tema sul quale la nostra O.S. si batte da tempo e che, nonostante l’unanime consenso delle OO.SS. e dell’Amministrazione, non ha mai trovato una chiave di volta.
L’occasione è poi propizia per affrontare anche il problema degli alloggi di servizio che, anacronosticamente, vede assegnare l’alloggio solo al “Comandante” creando una netta sperequazione fra colleghi che, indifferentemente, possono ricoprire il ruolo di Comandante o di Dirigente preso i Comandi, le Direzioni e il Dipartimento.
Come O.S. abbiamo anche espresso alcune perplessità sulla tempistica prevista che, a ieri, lasciava solo 26 giorni al confronto sindacale; pur essendo consci che, effettivamente, l’iter di approvazione richiede diversi passaggi, ognuno dei quali implicherà un periodo di tempo per il rilascio del parere, sarebbe opportuno dedicare a questo tavolo un tempo maggiore. SindirVVF è comunque pronto a rimboccarsi le maniche e lavorare.

Il successivo momento è stata l’informativa sul passaggio delle competenze in tema di antincendio boschivo dal CFS al CNVVF.
Su questo argomento hanno relazionato il Direttore Centrale per le Risorse Logistiche e Strumentali, ing. Parisi, e il Direttore Centrale per le Risorse Finanziarie, dott. Italia.
Il CNVVF sta lavorando da circa 45 giorni ad un tavolo tecnico con il CFS e le altre forze di polizia, al fine di individuare le competenze che dal CFS passano al CNVVF. Infatti, in prima istanza, la Legge Madia era stata letta come facente riferimento al solo concorso con la flotta aerea; invece è stato chiarito che anche le competenze “a terra” passano a noi.
Questo tavolo ha studiato ed analizzato l’attuale dispositivo di lotta attiva agli incendi boschivi da parte del CFS che è articolato in 21 Nuclei Operativi Speciali (NOS) che vengono impiegati per operazioni speciali, soprattutto in aree forestali e montane, per il controllo del territorio e l’intervento rapido nelle aree marginali, nella prevenzione e lotta attiva degli incendi boschivi. Nel periodo estivo questo contingente raddoppia, a seguito di convenzioni a titolo oneroso con le Regioni. Le risultanze del tavolo sono di far diventare i NOS da 21 a 33, fino ad arrivare a 45 nel periodo di maggior suscettività antincendio.
Il tavolo ha anche parlato dell’organizzaizone dei Centri Operativi Antincendio Boschivo (COAB) e dell’attività dei Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS).
Per quanto attiene il loro sistema di concorso aereo, poichè la loro flotta non è dedicata solo alle attività AIB, ma anche agli altri compiti di istituto, la soluzione che si è individuata è che circa metà degli elicotteri, assieme a metà degli elicotteristi e degli specialisti, dovrebbero passare al CNVVF.
All’interno delle nostre strutture saranno istituiti n.2 Uffici Centrali, n.18 nuclei dipendenti dalle Direzioni regionali e n.33 presidi specialistici da terra.
In termini di automezzi, passeranno al CNVVF utte le autobotti (anche se molte sono vetuste) e tutti i moduli boschivi
Per quanto attiene le modalità di trasferimento del personale, dalla attuale dotazione di organico verrà nel CNVVF un contingente minimo di 390, forse un po’ aumentato, distinto per qualifiche e funzioni. Si prevede l’istituzione di un ruolo speciale antincendio boschivo ad esaurimento. Quando si arriverà all’esaurimento, con questi posti si aumenteranno i ruoli ordinari del CNVVF.
Il personale che transita svolgerà le mansioni connesse alle competenze trasferite e porterà con se un proprio “bagaglio di risorse” per coprire tutti gli istituti economici al momento del transito (salvaguardia delle retribuzioni e degli istituti previdenziali).

Sul dispositivo di soccorso per il Giubileo, ha relazionato il Capo del Corpo.
E’ stata effettuata una serie di incontri con il Comando di Roma, già da qualche mese, per individuare il dispositivo più idoneo per l’implementazione del soccorso durante il Giubileo. Gli eventi religiosi attualmente previsti nella città di Roma sono 25, con la possibilità che diventino 33.
Attualmente ci si è concentrati sulla città di Roma, ma probabilmente ci saranno effetti anche su altri siti come Assisi, San Giovanni Rotondo, etc. Ma poichè ad oggi non è noto, si è pensato un modello per il Comando di Roma che, se del caso, verrà esportato ed attagliato alle altre necessità che dovessero sopraggiungere.
Il modello prevede che le risorse messe in campo siano quelle del CNVVF, senza ricorrere ad eventuali fondi previsti da leggi speciali per il Giubileo.
Per ogni evento sarà implementata l’organizzazione per 3 giorni, il precedente, il successivo ed il giorno dell’evento, con un maggior dispositivo per il giorno dell’evento. Da una prima stima, per 25 eventi, si tratta di circa 700.000 euro di straordinari, estendibili a 900.000, nel caso gli eventi diventino 33.
Per il numeor di operatori, si sfrutterà l’anticipo del turn over 2015 (relativo alle cessioni 2016), che dovrebbe comportare l’assunzione entro l’anno di circa 350 unità (250 già iniziano il 9 dicembre, per i restanti si deve aspettare l’arrivo dell’autorizzazione). Ad aprile potrebbero essere già operativi.
Per quanto attiene i mezzi, sono state ottenute 7 APS, 2 AS  e 8 AB. Per le spese di investimento e gestione dei mezzi, c’è una assegnazione di 5 milioni per 2015 e previsti ulteriori 5 per il 2016 (disegno di legge)

La Segreteria

testo modifica 139.2006 DEL 4.11.2015

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