set 062018
 

Come noto il 5 settembre si è tenuta l’Audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, ed il SinDir è stato rappresentato dai colleghi Vincenzo Bennardo, Maria Elena Cilli e Valentina Nocente.

Nel ringraziare i colleghi che hanno rappresentato il SinDir in udienza e soprattutto tutti coloro che hanno contribuito ad  individuare i contenuti che, nei 5 minuti concessi, abbiamo accennato, si riporta di seguito il testo che è stato pronunciato.

Il Sindacato SINDIR è rappresentativo del comparto direttivi e dirigenti tecnici del Corpo Nazionale.E, prima di entrare nel merito dell’argomento, mi preme raccontare cosa facciamo. Nel Corpo siamo circa 680 ingegneri ed architetti.

Abbiamo il compito di coordinamento, comando e organizzazione del soccorso, scelta di mezzi, attrezzature e procedure.Operiamo quotidianamente controlli per la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, e attività a rischio incidente rilevante, come le raffinerie di petrolio, …

A noi spetta la gestione del soccorso complesso, dissesti o crolli, alluvioni, calamità, emergenze di protezione civile.Nel ponte di Genova hanno coordinato tutte le operazioni di soccorso 4 dirigenti e 5 direttivi. Ma potrei parlare di L’Aquila, Amatrice, Norcia, Rigopiano…

Siamo ingegneri e architetti vigili del fuoco ai quali lo Stato affida, nei momenti di maggiore criticità, nelle calamità, la propria immagine di efficienza e di efficacia… ed attenzione, della risposta dello Stato, ne rispondiamo noi!  Personalmente!

L’art. 36 della Costituzione Italiana stabilisce che ogni lavoratore deve avere una retribuzione proporzionata alla qualità del suo lavoro. Ed il Parlamento ha stabilito la retribuzione che ci spetta.

Infatti la Legge n. 183 del 2010 equipara il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco alle altre forze di polizia, dicendo in modo chiaro che abbiamo pari professionalità, pari efficienza operativa, e anche pari retribuzione!

Finalmente la legge Madia, nell’art. 8 detta gli obiettivi di riordino, richiama la Legge 183 ed eroga le risorse utili per darci questa retribuzione, e sanare la sperequazione che tutto il Corpo Nazionale ad ogni livello soffre con i pari grado delle forze di polizia.

Sperequazione così grave che anche nel contratto di governo al punto 23 c’è l’impegno di adeguare le nostre retribuzioni.

Il Parlamento italiano si è espresso in modo cristallino.

La nostra Amministrazione, con il D.Lgs. 97/2017 e con questo oggi in esame, non sta ottemperando a quanto previsto e dimostra di  non conoscere il Corpo Nazionale.

Del resto, abbiamo un Capo Dipartimento, un gran professionista, ma della carriera prefettizia, che dunque non ci conosce … PERÒ anche oggi sarà ascoltato lui da questa Commissione,
e non il nostro Capo del Corpo, il nostro vertice tecnico operativo.

Questa dicotomia non permette al vertice politico un dialogo diretto col Corpo Nazionale. E questo decreto è l’occasione per sanare questa anomalia del doppio vertice.

 Di fatto il decreto in esame non assegna nulla al personale direttivo e dirigente! Nulla che riconosca e valorizzi queste professionalità. Il decreto in esame contiene un vero deprezzamento economico e professionale per noi direttivi e dirigenti.

Vengono creati nuovi ruoli con sovrapposizioni di competenze immotivate:

  1. 1.        I direttivi aggiunti, addirittura privi dei titoli di studio richiesti (laurea magistrale e abilitazione professionale) diventano direttivi senza concorso pubblico,
    e questo sarebbe pure incostituzionale (art. 97);
  2. 2.        dei direttivi tecnico-scientifici il decreto non specifica i titoli di studio, a cosa serviranno quindi è un mistero;
  3. 3.        e tanti altri nuovi ruoli di cui non si comprende la necessità.

Una cosa è certa: i fondi per valorizzare noi direttivi e dirigenti c’erano e ci sono.

Ma sono stati destinati ad altri.

Emerge chiaramente che il contributo professionale dei direttivi e dirigenti – con laurea magistrale, abilitazione alla professione e vincitori di concorso pubblico – ecco, questo contributo e questa professionalità l’Amministrazione la ritiene non necessaria.

 Ha scritto che il ruolo del direttivo può essere svolto da un profilo professionale inferiore…

 Ma allora, viene spontaneo lanciare una provocazione…

L’articolo 3 della Costituzione recita “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli …, che, … impediscono il pieno sviluppo della persona umana …”,  quindi se noi professionisti qui non siamo necessari, fateci transitare in altri posti dello Stato dove possiamo essere utili.

Noi amiamo il nostro lavoro. Tutto quello che abbiamo studiato, progettazione, chimica, fisica, tutto! nel Corpo Nazionale viene applicato per il soccorso, per aiutare le persone.

Non c’è un lavoro più bello di questo.

Allora, cosa avremmo voluto con questo riordino?

Quello che serve a tutto il Corpo Nazionale:

  1. 1.    Equa perequazione a tutti i livelli – dirigenti inclusi – con i pari grado delle forze di polizia;
  2. 2.    Per tutti i direttivi – tecnici, speciali ad esaurimento, legali e commerciali, ecc… – chiediamo posti funzione, con tempo di lavoro ed assegno di funzione;
    chiediamo una valutazione annuale di produttività ai fini della progressione in carriera ed un assegno annuale di produttività.
  3. 3.    Un ruolo di direttivi speciali ad esaurimento, ove confluire tutti i diplomati sostituto direttori che furono assunti come Ufficiali con concorso pubblico,
    riconoscendo il loro prezioso contributo ma tutelando così anche i requisiti di accesso al nostro comparto ed i posti funzione per direttivi, di cui loro sarebbero la giusta eccezione.
  4. 4.    Non servono direttivi logistico-gestionali (illogico mischiare avvocati e commercialisti come fossero la stessa cosa). Abbiamo bisogno di avvocati per contratti, gare, ricorsi,
    e di commercialisti per la gestione di bilancio e dei capitoli di spesa. Servono due ruoli distinti di direttivi: legali e commerciali.
    Ma chi tra noi, quando serve un avvocato, andrebbe da un commercialista?

Abbiamo capito che è nato male questo decreto, dato che è riuscito a suscitare scontento in modo corale.

Abbiamo iniziato richiamando la Costituzione Italiana perché questo decreto, così come è scritto, non la rispetta, né rispetta la volontà del Parlamento nelle leggi che vi abbiamo citato.

Vi chiediamo pertanto, sia come componenti della Commissione che come parlamentari, di apportare tutte quelle modifiche utili a riconoscere nei fatti l’equiparazione economica e funzionale dei vigili del fuoco alle forze di polizia.

Vi chiediamo, adesso che è possibile, di farlo.

Stiamo nel frattempo predisponendo un documento articolato che invieremo sia alla Commissione suddetta e sia a tutte coloro che hanno in esame il decreto di riordino che ci riguarda.
Un caro saluto a tutti.

La Segreteria

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gen 102018
 

Cari Colleghi,
oggi si è aperto il confronto per il rinnovo del contratto di lavoro fra le OO.SS. rappresentative e la delegazione dell’Amministrazione, rappresentata dal Ministro Madia e dal Ministro Minniti, i relativi Sottosegretari e i vertici tecnici dell’Amministrazione.
Il Sottosegretario Rughetti, della Funzione Pubblica, che segue il comparto sicurezza e difesa e il comparto dei vigili del fuoco, ha illustrato per grandi linee le risorse a disposizione: per il contratto, periodo 2016-2018, gli stanziamenti previsti dalla legge di stabilità prevedono il pagamento degli arretrati 2016 e 2017, l’aumento a regime dal 2018 e il pagamento delle vacanze contrattuali precedenti aggiuntive agli aumenti.
A questi emolumenti si aggiungono 150 M stanziati dalla legge di stabilità (da ripartire con gli altri Corpi dello Stato) e destinati al salario accessorio.
I criteri di ripartizione di queste risorse saranno oggetto di un apposito DPCM.
Inoltre, non essendo ancora emesso il decreto integrativo e correttivo del DLgs 97/2017 con il quale si ripartiscono i 16,2 M destinati al riordino delle carriere, di  fatto ci si troverà a negoziare il contratto mentre, contemporaneamente, il legislatore sta riscrivendo il decreto legislativo.
Pertanto, sulla parte normativa  del contratto ci sarà da lavorare tanto.

Fatte queste premesse, è iniziato il giro di tavolo.
Le nostre tre OO.SS., uniche sigle di categoria e che assieme esprimono la maggioranza della rappresentatività del comparto, hanno esposto le principali tematiche che riteniamo debbano essere affrontate in sede di accordo negoziale, con un unico intervento i cui contenuti potete leggere nel comunicato allegato che abbiamo prima consegnato brevi manu e poi trasmesso all’Amministrazione.
Abbiamo evidenziato poi la necessità che la parte normativa del contratto includa – e quindi retribuisca – anche quegli istituti giuridici ed economici come i posti funzione e il tempo di lavoro che il legislatore sta introducendo nel nostro ordinamento.

Dopo il giro di tavolo, il sottosegretario Rughetti ha proposto, come metodologia da seguire, lo spacchettamento della procedura negoziale in due tavoli, uno economico, da chiudere nell’immediato, con il quale assegnare le risorse previste da contratto (gli 85€ di media), con il quale fondamentalmente si andrebbe ad incrementare prevalentemente il tabellare (arretrati, vacanze contrattuali e rinnovo a regime) ed uno normativo – per il quale serve più tempo – con cui remunerare gli istituti accessori (in quota parte con la rimanenza del contratto e sostanzialmente con i proventi del DPCM di ripartizione dei 150M)

La gran parte delle OO.SS. ha espresso un parere favorevole alla metodologia proposta da Rughetti.
Al nostro turno abbiamo dichiarato che, prima di poter esprimere un parere, occorre vedere le cifre e le ripartizioni (anche fra i due procedimenti negoziali “dirigenti e direttivi” e “non dirigenti e non direttivi”) e che risulta difficile distribuire le risorse economiche prima di aver definito la parte normativa.

La riunione è terminata con l’impegno dell’Amministrazione di inviarci, entro domani, una ripartizione dettagliata delle risorse a disposizione per poterci poi reincontrare a breve (venerdì o lunedì)

Le Segreterie SindirVVF – APVVF – DirstatVVF

01-18-lettera trasmissione comunicato congiunto

Comunicato Congiunto rinnovo contratto

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dic 232017
 

Cari Colleghi,
facendo seguito alla nostra precedente nota sul progetto di riordino, sempre più fermamente convinti che l’istituzione di un ruolo direttivo speciale all’interno del comparto dirigenti e direttivi sia illegittimo oltre che contro la natura stessa delle carriere che, come meglio spiegato nella nota, vede accomunate la carriera direttiva a quella dirigenziale, in data odierna abbiamo inviato la nota congiunta prot. 30/17 del 20/12/2017, a firma congiunta da parte di SindirVVF, APVVF, DirstatVVF e FP CGIL Dirigenza e Direttivi.

Cordiali saluti

La segreteria

30-17-Nota congiunta direttivi speciali

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nov 152017
 

Cari Colleghi,
facendo seguito alla riunione del 26 ottobre u.s.,  nell’ambito delle iniziative da intraprendere finalizzate ad un pieno riconoscimento della dignità economica e funzionale per la categoria del personale direttivo e dirigente assunto con laurea magistrale, anticipate nel comunicato congiunto inviato al termine della riunione stessa, in data odierna abbiamo inviato la  nota prot. 29/17 del 15/11/2017, a firma congiunta da parte di SindirVVF, APVVF, DirstatVVF e FP CGIL Dirigenza e Direttivi inerente quanto in oggetto, con la quale abbiamo espresso agli organi competenti dubbi di legittimità circa la possibilità di accesso di personale in possesso di diploma tecnico superiore,nel comparto di negoziazione riservato al personale dirigente e direttivo del Corpo, come istituito dal D.Lgs. 217/2005

Cordiali Saluti

La Segreteria

Nota congiunta comparto direttivi

Comunicato congiunto riunione 26-10-2017

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ott 112017
 

Cari Colleghi,
dopo l’incontro con il Sig. Capo Dipartimento lo scorso 28 settembre, non avendo ricevuta alcuna risposta alle istanze rappresentate un quella sede, ieri abbiamo inviato al Sig. Sottosegretario e ai vertici della nostra Amministrazione la nota, per richiamare il nostro rappresentante politico all’impegno assunto con la nostra categoria in occasione della procedura di raffreddamento lo scorso 14 marzo; impegno a seguito del quale venne revocato lo stato di agitazione e che ebbe unconcreto riscontro nel corso degli incontri successivi (tavoli tecnici) tenuti con una certa frequenza fino al maggio di quest’anno.

Se l’Amministrazione continuerà a portare avanti la nuova versione (quella datata 1° settembre), le tre OO.SS. di categoria, congiuntamente, si vedranno costrette ad ostacolare con ogni legittimo mezzo questo cosiddetto progetto di riforma.

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

ott 022017
 

Cari colleghi,
nei giorni scorsi è girata sui social una ulteriore bozza di progetto di riordino (nuova 217), datata 1° settembre, non pervenuta ufficialmente dall’Amministrazione.

L’ultima riunione sulle questioni ordinamentali si era tenuta il giorno 15/05/2017, nella quale l’Amministrazione aveva illustrato alle OO.SS. una tabella, inviata qualche giorno prima, riassuntiva degli 11 interventi “strutturali” di riordino delle carriere che l’Amministrazione intendeva fare con una quota parte dei 103 M, decorrenza 01/01/2018.
Il documento, seppur in una forma schematica e priva dei dettagli economici delle singole voci presentava un impianto in linea con quelle che sono state le nostre richieste, da sempre, e che possiamo sintetizzare in:
- stabilizzazione di 60€ (80% del contributo straordinario di 80€), fissi e continuativi, sotto forma di incremento di indennità di rischio;
- una nuova indennità, denominata “assegno di specificità”, alla maturazione di un’anzianità di servizio di 15, 25 e 30 in misura pari al 56% di quanto previsto per le forze di polizia per il personale operativo
- riconoscimento del tempo di lavoro, con la forfettizzazione degli straordinari, a tutto il personale direttivo
- attribuzione delle funzioni organizzative a tutti i direttivi, mediante l’erogazione di un assegno di funzione
- aumento di 20 posizioni dirigenziali, che riduce il rapporto dirigenti/direttivi a 1/3.

A questa riunione ha fatto seguito, il giorno 11/07/2017, una riunione finalizzata esclusivamente ad illustrare nel dettaglio gli importi degli incrementi retributivi da erogare a tutto il personale sottoforma di incremento dell’indennità di rischio e di assegno di secificità (dopo 14, 25 e 28 anni di servizio), per totali 87 M. Fermo restando i 16 M con cui effettuare il riordino delle carriere negli 11 punti illustrati a maggio.

La bozza però che sta circolando ora (che peraltro fa riferimento ad una riunione del 26 luglio cui questa O.S. non è stata invitata a partecipare) non è solamente, così come sarebbe dovuto essere, un affinamento nei contenuti degli 11 punti con accanto l’impegno economico, ma, purtroppo, contiene dei rimaneggiamenti sostanziali per i ruolo dei direttivi, che la rende difforme da quanto la stessa amministrazione aveva proposto l’11 luglio, a seguito dell’impegno assunto conla nostra OS nel corso della procedura di conciliazione del 14 marzo u.s.

Sull’argomento ieri, assieme a rappresentanti DirstatVVF, siamo stati ricevuti dal Capo Dipartimento.
I punti portati all’attenzione del Capo Dipartimento sono stati:
- inserimento del cd. ruolo direttivo speciale nel comparto dei dirgienti e direttivi: comparto istituito dalla L.252/2004, cui può accedere, ai sensi dell’art. 2, esclusivamente il personale inquadrato in profili richiedenti, ai fini dell’accesso, la laurea specialistica;
- individuazione di soli 161 posti funzione (fascia A e fascia B) riservata ai DVD, con il riconoscimento del tempo di lavoro e l’attribuzione dello starordinario a forfait;
- individuazione di circa 700 posizioni organizzative di fascia C per direttivi e SDACE; quindi ai circa restanti 380 direttivi non verrebbe riconosciuto il tempo di lavoro e l’attribuzione dello starordinario a forfait; mentre a tutti gli SDACE verrebbe attribuita la posizione organizzativa, quando la versione del 11/07 specificava chiaramente che “non potevano accedere alle posizioni organizzative”
oltre a tutta una serie di altre difformità ed incongruenze.

Il Capo Dipartimento, dopo una iniziale chiusura nei confronti delle nostre istanze, motivata dalla necessità dell’Amministrazione di addivinire a breve ad una conclusione affinchè la riforma vada avanti senza trovare intoppi, ha preso nota del fatto che per le OO.SS. di categoria è imprenscidibile che sia garantitato il tempo di lavoro e i posti funzione a tutto il personale direttivo e solo al personale direttivo, come distinguo e segno di rispetto fra chi è entrato nell’amministrazione perchè in possesso di una laurea magistrale e chi no e che le proposte fatte debbano servire a dare la necessaria “dignità” alla nostra categoria, riconoscedogli anche economicamente le responsabilità che ci assumiamo.
Al contrario, quanto contenuto nella bozza è da ritenersi lesivo della dignità del personale direttivo e dimostra ancora una volta la scarsa considerazione di tutto il vertice nei confronti di una categoria, l’unica, che non è riuscita  ad ottenere né la dirigenzializzazione né l’equiparazione giuridico, economica e previdenziale erogata ai direttivi e ai dirigenti delle Forze di Polizia e alle Forze Armate.
Se non verranno stralciate queste ultime modifiche, tutte le OO.SS. di categoria, unitariamente, avvieranno ogni utile forma di protesta

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

Schema misure riordino 12 maggio

Proposte di riordino e relativi oneri – versione 1 settembre

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mag 182017
 

Cari colleghi,
nel pomeriggio del 15 maggio, si è tenuto un ulteriore incontro del tavolo tecnico in cui l’Amministrazione ci ha illustrato il documento che ci aveva fatto pervenire lo scorso 12 maggio, con la piattaforma degli 11 punti sintetici in cui si snoda la riforma del Corpo.
il documento, seppur in una forma schematica e priva dei dettagli economici delle singole voci presenta un impianto in linea con quelle che sono state le nostre richieste, da sempre e che possiamo sintetizzare in:
- stabilizzazione di 60€ (80% del contributo straordinario di 80€), fissi e continuativi, sotto forma di incremento di indennità di rischio;
- una nuova indennità, denominata “assegno di specificità”, alla maturazione di un’anzianità di servizio di 15, 25 e 30 in misura pari al 56% di quanto previsto per le forze di polizia per il personale operativo
- riconoscimento del tempo di lavoro, con la forfettizzazione degli straordinari
- attribuzione delle funzioni organizzative a tutti i direttivi, mediante l’attribuzione di un assegno di funzione
- aumento di 20 posizioni dirigenziali che riduce il rapporto dirigenti/direttivi a 1/3.

Tutto quanto sopra, lasciando invariato il regime gli incentivi per le attività di formazione, vigilanza e prevenzione incendi.

Come O.S. ci sentiamo abbastanza soddisfatti, soprattutto se confrontiamo quanto sopra con quello che avevamo in mano lo scorso gennaio, cioè nulla! e poi perché consideriamo che le proposte fatte servano a dare la necessaria “dignità” alla nostra categoria, riconoscedogli anche economicamente le responsabilità che ci assumiamo.
Per sentirci pienamente soddisfatti dovremmo aspettare di conoscere gli importi, però la creazione di questi nuovi istituti è importante perchè, comunque, le indennità create possono essere sempre rimpolpate in sede di distribuzione del fondo di produttività oppure al tavolo contrattuale.
In allegato una nota inviata all’Amministrazione con tutte le nostre osservazioni al documento..

Il Segretario generale
Marina Malinconico

21-17osservazionipiattaforma

mag 142017
 

Cari Colleghi,

come anticipatoci dal Capo Dipartimento nel corso dell’incontro di mercoledì scorso (3 maggio), svoltosi su richiesta di SindirVVF e DirstatVVF, oggi (12 maggio) ci è pervenuto l’allegato schema di misure di riordino, con l’individuazione dei costi di dette misure per l’Amministrazione.

Per quanto riguarda la nostra categoria, possiamo riscontrare alcune importanti novità, rispetto l’ordinamento attuale, che vanno nella direzione da sempre auspicata da questa O.S., ovvero il riconoscimento del lavoro che già oggi svolge il personale del ruolo direttivo non come mero lavoro impiegatizio, ma strutturato in posti funzione (finora prerogativa solo dei dirigenti) e tempo di lavoro invece dell’orario di lavoro, traguardando così la dirigenza, mediante:
- istituzione dei posti funzione con l’individuazione di specifiche posizioni organizzative per TUTTO il personale direttivo (ultima conquista a valle dell’incontro di mercoledì), operativo e non, con l’attribuzione di un assegno di posizione artivcolato in fasce in funzione dei diversi livelli di responsabilità assegnati;
- corresponsione dell’ulteriore attribuzione del corrispettivo per il lavoro straordinario in misura forfettaria a TUTTE le posizioni organizzative.

In altre parole è stato avviato il processo di “dirigenzializzazione” anche del personale direttivo del CNVVF!

Altra importante novità riguarda il ruolo dirigenziale e, in cascata, quello dei direttivi, con l’incremento delle posizioni di dirigente superiore di 25 unità, con contestuale riduzione di 25 posizioni di PD e l’incremento delle posizioni da primo dirigente di 20 unità (con contestuale riduzione di 20 unità di dotazione organica direttivi).

Anche l’istituzione del ruolo “direttivo speciale” ha la clausola di salvaguardia che “la progressione di carriera all’interno del ruolo speciale avverrà con le modalità previste per il ruolo dei direttivi, senza possibilità di accedere al ruolo dei dirigenti e alle posizioni organizzative”

Non da ultimo, anche l’ estensione dell’applicazione dell’istituto di cui all’art. 134 anche al personale direttivo della carriera operativa è una importante conquista.

Ora bisogna vedere il “quantum” (che, peraltro può sempre essere incrementato sul tavolo della contrattazione con la Funzione Pubblica – l’importante era creare ora gli istituti), però riteniamo che questa sia la direzione corretta in cui una riforma ordinamentale deve muoversi e nella quale possiamo veramente realizzare la valorizzazione della categoria; tutte cose, queste, che come ben sapete non erano lontanamente presenti nel documento approvato preliminarmente dal CdM dello scorso 23 febbraio e di cui si è iniziato a parlare solo nella procedura di raffreddamento che questa O.S. ha tenuto lo scorso 14 marzo a seguito dello stato di agitazione proclamato all’indomani del 23 febbraio.
Ora, grazie ad un dialogo serio e costruttivo al tavolo con l’Amministrazione, le proposte fatte da questa O.S. sono diventate realtà per la prima volta da quel lontano 2004 in cui l’allora legge delega parlava di tempo di lavoro per il personale dirigente e direttivo.

Il prossimo 15 maggio si terrà l’incontro – probabilmente conclusivo – del tavolo tecnico ove noi saremo seduti per sostenere queste proposte che, speriamo, non vengano boicottate da altre OO.SS. che non vedono di buon grado l’interesse dell’Amministrazione verso la nostra categoria, benché anche da alcune di loro rappresentata.

Vi terremo aggiornati

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

Schema-misure-riordino-proposta del 12-maggio

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apr 272017
 

Cari Colleghi,
nel pomeriggio del 27 aprile  si è svolta una nuova riunione del tavolo tecnico sul progetto di riordino e valorizzazione delle carriere del CNVVF.
Dopo un aggiornamento sullo stato dell’arte dell’iter autorizzativo del progetto, che peraltro sta rispettando la tempistica prevista, il Capo Dipartimento ha presentato per punti una piattaforma per l’impiego delle risorse di cui all’art. 15 dell’A.G. 394. La piattaforma prevede questa serie di punti:

1) Conservare il maggior incremento  del contributo straordinario, per un corrispettivo pari a 60€ (in luogo degli attuali 80), uguale per tutti e non parametrizzato. Questa misura è da intendersi come una prima risposta al personale, per un totale di 48M.

2) Collocazione di una parte delle risorse per l’assegno di specificità, a 15, 22 e 28 (30) anni, per un totale di 37M.

Pertanto dei 103M previsti a partire dal 2018, 85 M verrebbero impiegati per una immediata redditività, riservando solo 18M alla riforma delle carriere!

3) Ruolo dei VF: semplificazione del numero delle qualifiche e riduzione di 3 anni, da 15 a 12 anni, per il passaggio a CS;

4) Ruolo dei CS e CR: passaggio a CR a ruolo aperto; comporterà una modifica delle relative dotaizoni organiche;

5) Ruolo degli Ispettori e dei Sostituti Direttori: immediato inquadramento nel ruolo dei direttivi, per il personale in possesso dei requisiti di accesso alla carriera direttiva (laurea magistrale e abilitazione professionale); creazione dei ruoli direttivi speciali.

6) Ruolo dei direttivi: definizione di un numero di posti funzione (pari a circa la metà della dotazione organica) mediante la corresponsione di un assegno di funzione; questi posti possono essere: vice comandante, comandante di distretto (circa una trentina) ed altri posti, mediante l’attribuzione al direttivo di alcune funzioni dirigenziali.

7) Ruolo dei dirigenti: valorizzazione dei primi dirigenti, con 19 PD che diventeranno DS.

8) Previsto un ruolo specialistico per gli aeronaviganti, sommozzatori, nautici e TLC, con la erogazione di una indennità proporzionata a quella delle forze di polizia (50% per i primi, 40% per i secondi e 30% per gli altri due)

9) Definizione dei “ruoli tecnici” per elevare il livello culturale del Corpo e inquadrare il personale sanitario, i ginnico-sportivi e i tecnici di laboratorio (biologici, fisici e chimici)

10) accesso al ruolo dei VF con la scuola media superiore (stesso titolo sarà poi richiesto anche per il passaggio a CS e CR)

11) definizione del ruolo degli ispettori (gli SDAC/SDACE transitano tutti nel ruolo direttivo speciale), articolato su 3 qualifiche e recluctato con laurea breve.

12) direttivi amministrativi e tecnico informatici all’interno del comparto direttivi, ruolo direttivo speciale anche per il personale “sati” e qualche posto da dirigente.

Nel giro di tavolo successivo, la proposta dell’Amministrazione ha incassato il consenso di una gran parte delle OO.SS. presenti e a giorni ci verrà sottoposto un progetto di riforma in linea con questa piattaforma.

Al nostro turno, abbiamo subito evidenziato come la preannunciata inversione dell’approccio metodologico, a conti fatti non è stata perseguita.
Infatti, la proposta odierna ricalca lo schema delle tre proposte esposte durante la riunione dello scorso 5 aprile, lasciando solo qualche milione in più (18M in luogo dei 10-13M delle precedenti) al riordino delle carriere. Peraltro, a parte i primi due punti, il resto della piattaforma non sappiamo quanto costi, anche se la sensazione è quella che non si riescano a mettere in campo tutte le proposte con solo 18M!
Abbiamo ribadito ancora una volta che questo approccio metodologico, in realtà, fa sì che questa riforma, dal punto di vista economico, continui ad assomigliare ad un tavolo contrattuale più che ad uno di riforma ordinamentale.
Per quanto attiene la categoria da noi rappresentata, abbiamo evidenziato come, da questo progetto di riforma, la categoria dei direttivi rimanga ancora penalizzata.
La “stabilizzazione” dei 60€, che assorbe quasi il 50% delle risorse a disposizione, non essendo neanche parametrizzata, incide molto poco e anche gli assegni di specificità non modificano nè valorizzano questo ruolo.
Ma soprattutto abbiamo sottolineato che la vera riforma del personale direttivo è traguardare la figura dirigenziale; ciò si può ottenere solamente smembrando l’attuale ritribuzione legata alla sommatoria di incentivi e costruirne una nuova con una struttura simil-dirigenziale.
A tal fine, stamattina abbiamo inviato all’Amministrazione la nota che trovate in allegato e che abbiamo illustrato nel corso della riunione, con la quale abbiamo trasmesso la nostra proposta, corredata da calcoli di dettaglio, con la quale abbiamo dimostarao che con una diversa distribuzione dei proventi del Fondo di Produttività del personale direttivo, legato alla posizione (posto funzione) e al risultato conseguto in quella posizione, si possono creare i posti funzione per D e DVD. Anche perchè già molte delle attività svolte dai direttivi son caratterizzate da alti livelli di responsabilità, anche di carattere personale.
Si può costruire una nuova struttura stipendiale come parte fissa e parte varibile, in funzione del merito, già ripartendo diversamente le attuali risorse del fondo e incrementando quindi lo stipendio tabellare dopo 13 e 23 anni; quest’ultimo con un costo totale per l’Amministrazione di 7,5M (lordissimo).
Evidentemente, lasciando a disposizione del riordino delle carriere solo 18M, la cifra di 7,5 M appare elevata, ma rapportata ai complessivi 103M rappresentano solo il 7%. Con questa cifra e la costruzione di una prima qualifica dirigenziale al di sotto di quella da Primo Dirigente, per D e DVD, si riesce ad avere una corretta revisione del trattamento economico più consono agli accresciuti compiti e responsabilità del personale direttivo e a costruire loro un reale percorso di carriera.
Abbiamo esortato l’Amministrazione ad essere quindi più “coraggiosa” in questo momento e a non banalizzare il posto funzione (e il relativo “assegno di funzione”) come l’ulteriore emolumento da assommare agli altri incentivi, ma ad attuare invece una reale riforma del ruolo dei direttivi, più diginitosa della professionalità espressa e del ruolo rivestito e che ne distingua  l’operato da quello del restante personale.

La riunione si è aggiornata al prossimo 10 maggio. Restiamo in attesa del progetto dell’Amministrazione

Il Segretario Generale
Marina Malinconico

20-17 Proposta riordino direttivi

Proposta di retribuzioni dei direttivi per fasce

Proposta di scatto 13-23

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apr 082017
 

Cari Colleghi,

come ben sapete lo scorso 5 aprile si sono tenute due importanti riunioni, in tarda mattinata con il Ministro Minniti e nel pomeriggio la seconda riunione del tavolo tecnico, presieduta dal Capo Dipartimento Frattasi.

Il Ministro ha iniziato la riunione partecipandoci l’avvenuta firma del protocollo di intese fra CNVVF e Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in materia di attività AIB, cui lui ha voluto partecipare personalmente per dare valore al Corpo e trasformare la firma in un evento, sottolineando così l’importanza del Corpo nazionale all’interno del dicastero da lui diretto.

Nel giro di tavolo successivo tutte le OO.SS. hanno esposto le proprie doglianze in merito anche alla esiguità delle risorse assegnateci che non permetterebbero la realizzazione di tutti gli obiettivi di riforma, in particolare di realizzare la perequazione con le forze di polizia.

Per quanto attiene il nostro intervento, che potete leggere nel dettaglio nella nota 15/2017, abbiamo invitato il Ministro ad assicurare con la sua presenza che nell’elaborazione delle misure correttive ed integrative all’A.G. 394, soprattutto in merito alla distribuzione dei fondi ex art. 15, siano soddisfatte le istanze anche delle figure apicali del Corpo, per le quali questa OS aveva anche indetto uno stato di agitazione ed in merito alle quali l’Amministrazione si era assunto un impegno concreto.

L’incontro si è concluso con un forte richiamo politico al senso di realtà del tavolo, ricordando che non si possono superare in pochi giorni le diversità tra comparti, esistenti da 17 anni e che le risorse che sono state destinate alla riforma, se oggi sembrano insufficienti, fino a dicembre erano zero, ovvero autofinanziate con i risparmi di gestione – decurtati del 50% come previsto dalla legge Madia.

L’incontro del pomeriggio, il tavolo tecnico, si è avviato con la firma, da buona parte delle OO.SS., dell’accordo di intenti che l’Amministrazione ci aveva fatto pervenire qualche giorno prima per definire il metodo con cui il tavolo avrebbe lavorato nel prosieguo. Come potete leggere nel documento allegato, questa O.S. ha ritenuto di poterlo firmare in quanto i contenuti, seppur molto generali, sono in linea con quanto da noi richiesto, ovvero che le risorse contenute nell’A.G. 394 siano destinate prioritariamente al riordino delle carriere.

L’Amministrazione ha quindi proceduto ad illustrare 3 possibili modalità di ripartizione dei fondi ex art. 15, sulla scia di alcune delle richieste pervenute dalla precedente seduta del tavolo [Ipotesi 1, Ipotesi 2, Ipotesi 3]

Il principio comune delle tre proposte è quello della distribuzione “a pioggia” di buona parte delle risorse, o con un incremento della indennità di rischio/mensile e/o con un assegno di specificità a 15, 22 e 28 anni, lasciando al finanziamento del riordino delle carriere solo pochi spiccioli (13 Milioni nel migliore dei casi, 5 nel peggiore); oltre al fatto che, due delle tre proposte, ispirandosi al principio della stabilizzazione degli 80€ del contributo straordinario, in ragione di 701€ per tutte le qualifiche, di fatto penalizzano le figure apicali perché non sono parametrizzati agli stipendi.

Nel giro di tavolo, che comunque non ha visto trovare una unità di intenti fra le OO.SS., abbiamo ribadito la posizione che stiamo esprimendo dal primo giorno in cui abbiamo appreso dello stanziamento delle risorse da parte del Governo, ovvero che le stesse debbano andare a finanziare tutte il riordino delle carriere e non impiegarne a tal fine solo una parte residuale che, nella migliore delle ipotesi formulate, è dell’ordine del 10%.

Il Capo Dipartimento, appurato che le proposte formulate non hanno trovato condivisione nella maggioranza del tavolo, ha a questo punto proposto di invertire l’approccio e quindi individuare, all’interno di un elenco di proposte di modifiche ordinamentali, molte delle quali coincidenti con quelle enunciate nell’articolato del gennaio/luglio 2016, quelle che trovano il favore delle OO.SS. e procedere quindi con il finanziamento di quelle e poi distribuire “a pioggia” la parte rimanente.

A parere della scrivente O.S., questo sarebbe dovuto essere il modo di procedere da subito, quindi ci sentiamo di approvare questo nuovo modo di approcciare, in linea con i dettami della legge delega, non essendo ammissibile impiegare le risorse, quando ci vengono assegnate per fare il riordino delle carriere, come se fossero un aumento contrattuale e pretendere invece di fare poi le riforme a costo zero (con i risultati fallimentari che abbiamo avuto in passato) ovvero con il 50% dei già esigui risparmi di gestione.
Dal canto nostro, porteremo anche assieme ad altre OO.SS. di categoria, una proposta ordinamentale e econominca per valorizzare i direttivi del Corpo

Il tutto però dovrà avvenire con un occhio però all’orologio, in quanto entro il 23 maggio devono essere presentate le modalità di ripartizione delle risorse.
Il Segretario Generale
Marina Malinconico

15-17 nota al ministro

Protocollo di intenti

Incrementi-retributivi_-ipotesi 1_5-aprile-2017

Incrementi-retributivi_-ipotesi 2_5-aprile-2017

Incrementi-retributivi_-ipotesi 3_5-aprile-2017

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