Sindacato Nazionale dei Direttivi e Dirigenti del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco

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Neodirigenti del CNVVF e blocco dell’aumento stipendiale

Come noto, la manovra economica del 2010 ha bloccato l’aumento di stipendio per gli statali nel triennio 2011-2014. Questa mannaia, tanto ingiusta quanto applicata male, si è tramutata per i dirigenti del CNVVF promossi nel 2011 in una mannaia. Infatti, i neodirigenti, sulla base dell’interpretazione fornita dal Dipartimento, percepiranno solo l’indennità di funzione, che in molti casi non potrà compensare i mancati introiti legati al divieto per i dirigenti di svolgere attività di prevenzione incendi.

Ecco la lettera che il Sindir ha inviato insieme all’Usppi ed alla FN UGL dei Vigili del Fuoco:

Al Sig. Ministro dell’Interno

On.le Roberto Maroni

 Signor Ministro,

 il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sta affrontando difficoltà mai sperimentate prima e non è più in grado di assolvere in modo adeguato ai compiti che le leggi impongono e la collettività si aspetta. Fra gli elementi più drammatici della crisi si rammenta la questione dei debiti accumulati, che riguardano i soggetti esterni creditori, il personale che attende la liquidazione delle competenze accessorie e quello neo promosso, dai capi squadra ai dirigenti, che sono oggetto di trasferimenti a grande distanza dai luoghi di residenza a stipendio fermo. In questo quadro, i neo-dirigenti del Corpo sono oggetto della ulteriore beffa dovuta all’aumento delle spese (a causa del trasferimento), della contemporanea diminuzione delle competenze (la cosiddetta onnicomprensività rende impossibile per un dirigente integrare lo stipendio con le prestazioni coperte da indennità accessorie a cui normalmente accedono i Funzionari) e della iniqua situazione che vede voci stipendiali molto diverse per persone che hanno le stesse responsabilità, incarichi analoghi ma che sono state promosse in anni diversi.

 Pur essendoLe riconoscenti per la vicinanza al Corpo Nazionale mostrata in tante importanti occasioni, dobbiamo sollecitare un Suo autorevole intervento a favore delle legittime aspettative del personale tutto. In particolare, pur comprendendo le difficoltà che il Paese vive, queste Organizzazioni sollecitano l’assolvimento degli impegni assunti con l’art. 8, comma 11 bis del decreto legge 78/2010 e l’art. 1 della legge 74/2011, relativi alle misure perequative sul blocco del trattamento economico, operato con la manovra finanziaria del luglio scorso.

La mancata emanazione del richiamato decreto, oltre a costituire un grave disagio per tutta la categoria, peserà in maniera a dir poco “singolare” sui ventiquattro neo dirigenti che stanno ultimando il corso di formazione e che andranno a svolgere le funzioni loro assegnate dal D.Lgs. 217/2005, di “datore di lavoro”, “funzionario delegato” e “responsabile provinciale del soccorso tecnico” con una retribuzione lorda annua sino a circa trentamila euro inferiore rispetto a quella attribuita loro dal DPR 250/2010 (praticamente corrispondente al contributo di solidarietà di un contribuente con un reddito lordo di un milione di euro).

Un disagio più contenuto, ma non trascurabile, riguarda anche i diciannove dirigenti superiori promossi nel corso del 2011, che andranno a percepire un reddito lordo inferiore di circa diecimila euro.

 Dunque, Signor Ministro, per consentire alla classe dirigente e direttiva del Corpo Nazionale di operare serenamente nell’opera di razionalizzazione organizzativa e della spesa e di miglioramento dei servizi resi, richiamata nella Sua Direttiva generale per l’attività amministrativa per l’anno 2011, contiamo su un Suo forte impegno affinché:

  • sia emanato al più presto, per l’anno 2011, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per corrispondere agli interessati l’assegno una tantum pari al cento per cento dell’importo, che avrebbero dovuto percepire secondo il richiamato DPR 250/2010,
  • siano trovate per il 2012 le risorse aggiuntive per il soddisfacimento degli impegni presi.

Nel ringraziarla per ogni utile iniziativa che vorrà assumere, si porgono i saluti più deferenti.

 

Roma, 20 settembre 2011