Sindacato Nazionale dei Direttivi e Dirigenti del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco

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Convocazione per la procedura di “raffreddamento”

Cari Colleghi,

domani pomeriggio (14 marzo) siamo stati convocati per l’esperimento della procedura di conciliazione ai sensi della L. 146/90 e ss.mm.ii. La delegazione di parte pubblica sarà presieduta, su incarico del Sig. Ministro, dal Sig. Sottosegretario di Stato On. Bocci.

Questa Organizzazione Sindacale, seppur sola, in rappresentanza dei suoi iscritti e con l’appoggio di quanti di voi ci stanno sostenendo, continuerà ad agire nella tutela degli interessi della categoria e del Corpo tutto, affinché venga restituita al corpo la sua dignità e sia riconosciuto il giusto ruolo e la professionalità di tutto il personale laureato del Corpo, almeno alla pari degli omologhi della PS e delle FF.AA.
Pertanto quello che richiediamo per il “raffreddamento” è l’equiparazione dei direttivi e dei dirigenti VF ai colleghi della PS e agli ufficiali superiori delle FF.AA., nell’applicazione dell’art.19 della L.183/2010, che ci vede accomunati nel riconoscimento della specificità nonché dello stato giuridico del personale, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell’ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti.
Lo stesso articolo prevedeva che la disciplina attuativa dei principi e degli indirizzi venisse definita con successivi provvedimenti legislativi, con i quali provvedere altresì a stanziare le occorrenti risorse finanziarie.

E in effetti, in questa direzione, hanno agito le Forze di polizia e le Forze Armate. Chi di voi ha avuto la possibilità di ascoltare il discorso del Ministro Pinotti, ha avuto modo di apprezzare il passaggio in cui parla di “Un traguardo raggiunto con grande soddisfazione, c’era molta attesa sul riordino delle carriere visto che se ne parla da già dalla fine degli anni ’90, ma ogni volta c’era una posta in bilancio che non era sufficiente a coprire le esigenze di tutti”.

Il Governo si è impegnato economicamente e le altre Amministrazioni hanno prodotto un riordino delle carriere soddisfacente!

Le forze di Polizia e le Forze Armate hanno agito di pari passo: i gradi della Polizia di Stato e di tutte le Forze Armate saranno equiparati – con nuove responsabilità dirigenziali – assieme alle procedure di addestramento ed i passaggi di carriera, mentre i Vigili del fuoco resteranno due gradini dietro, con il loro 217 appena appena modificato.
Circoscrivendo al solo nostro Ministero, lo “storico obiettivo da lungo tempo perseguito” – evocato dal Ministro Minniti – è stato quindi raggiunto solo per metà, ovvero solo dalla Polizia di Stato. I provvedimenti con cui “si ridefinisce tutto il percorso delle carriere” NON dà risposte “a coloro che si dedicano ogni giorno a  sicurezza e soccorso“, ma soltanto a chi si occupa di “sicurezza”.
Ricordiamo peraltro che, tre anni fa, il nostro Corpo si è autoinflitto un progetto di riordino, predisposto a legislazione vigente e con riduzione di spesa, in attesa di poter modificare gli apparati normativi e poterne finanziare gli istituti. Da evidenziare che non solo è stato l’unico a farlo, fra tutti i Corpi dello Stato, ma anche all’interno dello stesso Dipartimento!

Allora, nel periodo di tempo che ci separa dall’approvazione definitiva da parte del Parlamento, che avverrà intorno al 23 maggio (90 giorni da quella preliminare), l’Amministrazione dovrà inserire, all’interno dei testi consegnati, tutte quelle misure correttive ed integrative finalizzate all’equiparazione dei gradi e delle funzioni – e conseguentemente delle retribuzioni – a quelle della Polizia di Stato; solo così potrà dirsi di aver ottenuto la reale “valorizzazione” delle peculiari condizioni di impiego professionale del personale del Corpo.

Per quanto riguarda gli altri punti, è fondamentale che l’Amministrazione inverta la rotta sulla mancanza di correttezza nelle relazioni sindacali e dia risposta alle richieste formulate. Non deve accadere che istanze sottoscritte da una o più OO.SS, rappresentative del nostro comparto, rimangano completamente disattese. Il rispetto del sistema di relazioni sindacali è un diritto irrinunciabile, come sanno bene anche i colleghi Comandanti che, localmente, curano le relazioni sindacali.
Su un argomento in particolare poi l’Amministrazione è completamente latitante: i criteri di valutazione del personale direttivo e dirigente, oggetto di concertazione sindacale e sui quali più volte nel corso degli anni questa O.S. aveva chiesto l’apertura di un tavolo di concertazione.
A
nche in questo caso la nostra Amministrazione si è mossa in controtendenza con il resto della P.A., disattendendo il D.Lgs. 150/2009 (cd. decreto Brunetta) che aveva prefisso, come quadro di riferimento dell’azione delle pubbliche amministrazioni, il ciclo di gestione della performance.
Ora, il CdM n. 14 del 23 febbraio 2017, lo stesso che ha approvato preliminarmente la nostra “riforma”, ha approvato in esame preliminare anche il decreto di modifica del 150/2009; un provvedimento che persegue l’obiettivo generale di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di garantire l’efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Il decreto è ispirato ai principi di semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e della premialità, di razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, di riduzione degli adempimenti in materia di programmazione e di coordinamento della disciplina in materia di valutazione e controlli interni.
Domani quindi ascolteremo quello che l’Amministrazione vorrà dirci e quali saranno gli impegni che vorranno assumersi.
Noi agiremo di conseguenza.
Un caro saluto

Il Segretario Generale
Marina Malinconico