Caro collega,
come hai avuto modo di leggere dai comunicati, in questi giorni c’è stato un serrato confronto tra Amministrazione ed Organizzazioni Sindacali sulle proposte di riforme ordinamentali previste nei dlgs 217/05 e 139/06. Culminato nella consegna al Consiglio dei Ministri dello scorso 23 febbraio, dei testi normativi della “nuova” riforma del Corpo nazionale.
Il SindirVVF, sin dalle prime riunioni, ha sempre creduto molto in questa occasione per correggere gravi problematiche normative del personale laureato e di come questo espleta il suo ruolo all’interno del Corpo dei Vigili del fuoco. Abbiamo assunto posizioni forti, cercando di mantenere il pieno rispetto, come è giusto che sia, per tutti gli interlocutori del tavolo al quale abbiamo partecipato, dimostrando tuttavia energicamente la nostra profonda insoddisfazione per una grande occasione mancata.
Il tutto era iniziato il 18.12.2015 quando il Sottosegretario Bocci si presentò al tavolo sindacale annunciando che entro 7 mesi avrebbe dato luogo ad un grande processo di riforme del Corpo, quello auspicato da anni, nonché l’imminente avvio del tavolo contrattuale.
In quella sede vennero annunciati provvedimenti finalizzati alla semplificazione dei procedimenti, alla valorizzazione delle carriere, alla previsione di maggiori tutele del personale, al tempo di lavoro per i direttivi, alla dirigenza per i funzionari amministrativi e tecnico informatici, al rilancio del ruolo e delle competenze del Corpo Nazionale nell’assetto delle funzioni dello Stato, a partire da quelle del Capo del Corpo. Il Sottosegretario aggiunse che con le risorse che si sarebbe impegnato a recuperare, avrebbe dato ai laureati del Corpo l’equiparazione economica dell’istituto del 13/23, ingiustamente non applicato proprio al comparto pubblico dei Vigili del fuoco, così come il finanziamento di maggiori istituti per tutto il personale, soprattutto per quelli a reddito più basso, da subito indennizzati però con 80 euro mensili.
A quella riunione ne seguirono diverse altre che portarono a bozze di testi normativi da noi e dalla maggioranza delle OO.SS. sostanzialmente condivisi nel merito, che però rimasero privi degli attesi finanziamenti del Governo.
Da allora, dopo oltre 12 mesi dall’ultima riunione su quei testi (apparentemente consolidati), sono stati assegnati finalmente gli agognati fondi specifici per il riordino delle carriere nell’ambito di questo processo di riforme.
Ma che cosa è successo?
Che dopo una serie di rocambolesche situazioni di cui avrete letto i puntuali resoconti, come tante bolle di sapone sono scoppiate e quindi svanite, scomparse, tutte le norme sul tempo di lavoro, sulla dirigenza amministrativa, sul ruolo d’onore, sulla valorizzazione delle funzioni del Capo del Corpo, sulla semplificazione ordinamentale. Nonostante la contestuale disponibilità dei fondi, il famoso 13/23 non viene preso in alcuna considerazione, anzi!
Alla fine, per il Consiglio dei Ministri del 23 febbraio viene presentato ed approvato un progetto di riforme nullo, privo di qualsiasi tematica innovativa degna di questo nome.
Ci siamo opposti con fierezza, anche se, come avrete letto dai comunicati, ci siamo sentiti di fatto praticamente soli a mantenere con tenacia la nostra visione di un Corpo che doveva, proprio nel momento del suo massimo impegno in calamità, raccogliere questa occasione per provare a rilanciarsi. Abbiamo così denunciato il tutto come un grande fallimento da imputare ai nostri vertici politici ed amministrativi.
Ma ancora una volta ci siamo sentiti praticamente soli rispetto alla quasi totalità dei sindacati presenti al tavolo, mentre esprimevamo la nostra profonda, sincera, insoddisfazione.
La lettura dei testi della riforma della Polizia di Stato, che di fatto ha perseguito ed ottenuto tutti gli obiettivi che questa O.S. ha sempre portato avanti per il Corpo nazionale, è la prova che si sarebbe potuto fare, se solo si fosse voluto fare!
Questa O.S. però, anche da sola, non ha intenzione di fermarsi qui!
Vorremmo tuttavia capire il vostro pensiero e, a prescindere dall’appartenenza sindacale, darvi la possibilità di partecipare direttamente al processo che riguarda le nostre riforme: vi invitiamo a manifestare, se lo riterrete opportuno, la vostra opinione, esprimendo il dissenso a questa non-riforma, riscontrando in tal senso questa mail.
Potremo avere così il polso di quanti colleghi effettivamente desidererebbero qualcosa di diverso, sono scontenti e sono pronti a sostenere le forme di protesta che metteremo in atto.
Noi ci faremo portavoce della vostra e della nostra indignazione.
IL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO MERITA UN PROGETTO DI RIFORME COERENTE CON LA GRANDE PROFESSIONALITÀ DEI PROPRI COMPONENTI, PARIMENTI AGLI ALTRI SOGGETTI REGOLAMENTATI DAL REGIME CONTRATTUALE PUBBLICISTICO
Attendiamo un vostro riscontro, secondo la vostra coscienza, auspicando di aver combattuto e continuare a combattere per gli interessi della categoria, in modo indipendente e libero.
A tutti una buona giornata
La Segreteria Nazionale
